Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
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Considerazioni iniziali
Posso esimermi dallo scrivere due righe sulle Considerazioni Finali del neo-governatore Mario Draghi?
Ovviamente no, anche se temo che il mio brevissimo commento non aggiungerà proprio nulla di nuovo.
Sono state, queste, "considerazioni iniziali" da diversi punti di vista: situazione economica, necessità di intraprendere un percorso di risanamento, svolta (si spera) nella congiuntura economica, urgenza di ristabilire il patrimonio di credibilità della Banca centerale, etc.
Devo dire che non un passaggio delle considerazioni mi ha stupito. Lo stile è asciutto, come ci si poteva aspettare, e punti di forza e criticità dell'attuale situazione vengono richiamati correttamente ed incasellati nelle iuste prospettive.
Ovviamente, un conto è elencare le criticità, un conto è trovare le soluzioni giuste per superarle, concordarne politicamente la fattibilità ed infine implementarle concretamente.
Ma, appunto..... conoscere per deliberare. E tanti auguri di buon lavoro a tutti: governo, opposizione e Banca d'Italia.....
Immobiliari, palazzi e figurine....
Da "L'Espresso" n. 17 del 4.5.06 (pp. 169-171) si apprendono nuove notizie su Danilo Coppola, l'immobiliarista romano assurto alle cronache finanziarie anche per diverse operazioni su società quotate.
E sono, in verità, notizie abbastanza inquietanti, quasi quanto - mi si perdoni la battuta scontata - la capigliatura del discusso immobiliarista, che negli ultimi tempi ha (prudentemente?) adottato un profilo più basso.
Il Coppola ha scalato l'IPI, quotata in borsa, che - a suon di operazioni di vendita del proprio patrimonio immobiliare - ha evidenziato, nel primo anno di gestione dello stesso Coppola (2005), un conto economico con utili di 40 milioni di Euro (erano circa 11 un anno prima).
Tutto bene dunque? In realtà, a quanto pare la vendita di immobili è stata fatta ad alcune società off shore tramite l'intervento di un fondo immobiliare (Renar), in verità non noto nel settore.
Si tratta di vendite reali o fittizie? E a valori di mercato oppure "gonfiati"? Chissà..... intanto, l'effetto sarebbe stato quello di portare profitti straordinari per 50 milioni.
Sempre "L'Espresso" dà conto di un'altra vendita che ha interessato il bilancio 2005: due palazzi romani di pregio (di cui uno utilizzato dall'Autorità Antitrust) sono stati venduti dall'Ipi (quotata) alla Immobiliare Valadier (non quotata) di proprietà dello stesso Coppola.
Il prezzo è stato fissato, ad ottobre 2005, in 124 milioni, a fronte di un valore degli immobili determinato, nel febbraio dello stesso anno, in nemmeno 90 milioni.
Mah, si dirà: se Coppola vuole travasare utili da una società non quotata ad una quotata, che male c'è? Il punto è che, seguendo uno schema ormai consueto, non si è mosso un Euro!
Infatti, la società acquirente si è accollata i debiti che gravavano sugli immobili ceduti (circa 77 milioni). E il resto di 47 milioni? Per il resto, non ha pagato nulla, visto che l'IPI (la società venditrice) ha deciso di accordare una dilazione di due anni.
Insomma, come commentava il settimanale, "Coppola compra da Coppola che fa credito a Coppola".
Di fatto, è l'ennesima declinazione di quello che io ormai chiamo lo "schema Panini".
Si scambiano immobili come figurine, sulla carta. I valori aumentano ad ogni passaggio di mano, ed i bilanci segnano plusvalenze che aggiustano i conti. A patto, ovviamente, che i valori continuino a salire.
Come già ho fatto notare in passato, non è molto diverso dallo schema di compravendita dei calciatori a prezzi gonfiati, che ha "coperto" per un po' di tempo i problemi finanziari di tante società calcistiche (alla fine, ricordiamo tutti cosa è successo).
Poco tempo dopo l'operazione, l'Immobiliare Valadier viene ceduta ad una neonata società di Milano (la Albatros), posseduta a sua volta da una società lussemburghese. A questo punto, "Le tracce del reale proprietario si perdono tra fiduciarie e schermi off shore".
Intanto, l'indebitamento dell'IPI è passato, in poco più di un anno, da zero a circa 380 milioni (dando per buone le cifre ufficiali di bilancio).
Chissà, forse - dopo questo articolo de "L'Espresso" - la Consob potrebbe aver voglia di approfondire un po' la situazione....
Ancora i tassi
Oggi, per la seconda volta in brevissimo tempo, la Bank of Japan è dovuta intervenire sul mercato per iniettare liquidità addizionale, acquistando obbligazioni dal sistema. Il problema è che i mercati si mostrano un po' troppo "entusiasti" nell'anticipare la fine della politica della "Liquidità illimitata" in Giappone, e danno origine ad incrementi dei tassi - anche a breve - giudicati non opportuni dalla Banca centrale. Banca centrale che si trova dunque costretta, in ossequio ad una linea estremamente graduale di riassorbimento della liquidità in eccesso, a mutare temporaneamente direzione: l'intervento di oggi (sono stati iniettati 1.500 miliardi di yen, oltre 13 miliardi di dollari o, se si vuole, circa 10 miliardi di Euro) è servito a far sì che i tassi a brevissimo termine (overnight) non sfondassero la soglia dello 0,1%.
Tassi su, enigmi giù
Non molto tempo fa l'ex governatore della Fed, Alan Greenspan, si poneva domande su un enigma che pervadeva i mercati finanziari (il famoso "conundrum").
La questione era: perche, soprattutto (ma non solo ) negli U.S.A. i tassi a breve salivano ma quelli a lunga rimanevano fermi?
Venivano fornite molte spiegazioni, tra cui, in particolare, la "famelica" domanda di Buoni del Tesoro americani a lungo termine da parte di fondi pensione (investitori a lunghissima prospettiva per natura) e delle Banche centali asiatiche (che investivano le proprie riserve in valuta "riciclando" i dollari provenienti dagli avanzi commerciali dei propri paesi).
Ora l'enigma tende a dissolversi, e sono non i tassi a breve a scendere, ma quelli a lunga a mostrare una tendenza - sia pure non eccessiva - rialzista, con i buoni americani a 10 anni che hanno, per la prima volta dopo ben 4 anni, superato il muro del 5%.
Quando i tassi delle economie avanzate salgono, vi è inoltre una serie di altre conseguenze: le valute periferiche soffrono(come abbiamo già accennato su "Pensieri economici in libertà), le attività più rischiose si deprezzano, si innesca talvolta quello che viene chiamato "flight to quality" (gli investimenti si rifugiano in attività e Paesi percepiti come poco rischiosi, anche grazie ai rendimenti più elevati spuntabili).
E' notizia recente che la Ford, percepita come sempre più rischiosa a causa delle proprie vicissitudini finanziarie e "colpita" dai rialzi della Fed, ha emesso un prestito obbligazionario con il rendimento più alto nella propria storia: il 10,6%; è un segno dei tempi.
Come sempre, i mercati sembrano talvolta sfidare la forza di gravità.... fino ad un certo punto. Superato il quale, la velocità degli aggiustamenti diviene spesso più rapida di quanto immaginato da tutti gli operatori.....
Ancora sui conti pubblici
Un po' della polvere accumulata sotto il tappeto inizia sfortunatamente a venir fuori.
Solo per fare un esempio, i tagli al bilancio delle Ferrovie operati dalla manovra per il 2006 non sono assolutamente sostenibili, e porterebbero - di fatto - a severe limitazioni del servizio. Anche l'Anas versa in uno stato - finanziariamente parlando - semicomatoso.
Già solo gli interventi per risanare queste situazioni costeranno tra lo 0,4% e lo 0,6% del Pil.
Detto questo, e considerato anche quanto ho esposto nel post precedente (e nei relativi commenti, non mi stupisco in maniera eccessiva quando il neo ministro dell'Economia Padoa Schioppa dichiara che la situazione presenta talune (malaugurate!) analogie con quella dell'inizio degli anni Novanta.
Non voglio essere tra "quelli che... ve lo avevo detto"; epperò non posso non sottolineare come segnali inquietanti sulla tenuta dei conti fossero già presenti da almeno due anni.
Ma ora, piuttosto che voltarci sterilmente indietro verso il passato, sarà opportuno affrontare i problemi per tentare di rendere migliore il futuro.....
Conti e riconti pubblici
Ebbene, finita la "tregua elettorale", si ricomincia con la girandola delle previsioni sugli andamenti dell'economia e dei relativi aggiornamenti.
Per fortuna, la crescita pare dare buoni segnali, che devono però ancora "consolidarsi"; le entrate vanno un po' meglio del previsto, ma - francamente - non mi pare proprio una buona notizia che, per rientrare nel 3,8% previsto dal Governo uscente (livello già elevato, e che farebbe ulteriormente crescere il rapporto debito-Pil), servirebbe una manovra aggiuntiva a Giugno meno pesante di quanto temuto.
Nè, spigolando tra le previsioni, mi sento completamente tranquillo: il miglior andamento del Pil sembra, per il momento, soprattutto frutto del traino del Resto del Mondo (che cresce, in tutte le aree, a tassi elevati), ma rimaniamo tra i fanalini di coda europei.
Sullo sfondo, al di là delle previsioni ufficiali (la Commissione, si sa, in qualche modo "dialoga" con il Consiglio), vi sono alcuni centri di ricerca che intravedono un avanzo primario negativo per la prima volta da ben sedici anni.
Sarebbe un ulteriore pessimo segnale, dopo il conseguimento di un disavanzo corrente nel 2002 (che non si è riusciti ancora a sanare, anche in questo caso per la prima volta dopo molti anni.
Per memoria, anche se credo di ripetermi, ricordo in maniera molto semplice che il saldo primario misura la differenza tra entrate e spese al netto degli interessi, ed è un indicatore della "gestione corrente" al netto della situazione finanziaria. Il saldo corrente, invece, misura la differenza tra entrate e spese al netto degli investimenti, e misura appunto la bontà della gestione "corrente".
Io sono una persona generalmente ottimista, ma da un po' di tempo, sui conti pubblici, proprio non posso fare a meno di guardare al futuro con una punta di inquietudine....
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