Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
banche.blogspot.com
Dall'economia alla politica
Fuorimercato
Pensieri in libertĂ di un imprenditore
Trend-online
www.irpef.info
visitato *loading* volte
Auguri e ringraziamenti
Cari amici e cari lettori, oggi - come si conviene - invece di appesantire la giornata con i miei commenti mi limiterò a fare gli auguri a tutti.
Auguri che, quest'anno, voglio unire ai miei personali ringraziamenti per l'andamento dell'indicatore delle visite.
Tranquilli, il vostro laureato91 non sogna certo di divenire il nuovo Friedman; però, inutile nasconderlo, constatare l'aumento delle visite che si è registrato negli ultimi tempi non può che farmi piacere.
Auguri, dunque, e grazie a tutti. Ci si "risente" con l'anno nuovo.
Copyright, copyleft, creative commons
Avevamo già parlato nel 2005 di Joy Ito, promotore del movimento per il sostegno ai "creative commons".
All'epoca ne avevo scritto per sottolineare come fosse talvolta vista l'Italia dall'esterno (nel caso di specie, dal Giappone).
Riporto un piccolo pezzo dell'intervista a Ito che citai allora:
"Quello che il movimento dei Creative Commos propone non è l'abolizione del copyright, ma una via intermedia. Le leggi sul copyright affermano il principio all rights reserved, noi proponiamo quello del some right reserved: l'autore può decidere se e a quali condizioni un suo lavoro può essere utilizzato gratuitamente dagli utenti.
Le licenze disponibili sul sito http://creativecommons.org prevedono diversi livelli d'uso dei contenuti. In generale, finchè non lo usi per fare soldi, puoi liberamente fruire del mio lavoro, e magari arricchirlo e rimetterlo in circolazione...... Il problema è che oggi per proteggere un 2% di diritti d'autore viene negato l'accesso al 98% della conoscenza".
Non è una innovazione giuridica da poco; forse il suo ideatore (Lawrence Lessig, credo un giurista di Harvard) non avrebbe immaginato il successo di questa filosofia. Oggi, come annuncia "Nòva 24" del 6.7.06, sono ormai cento milioni i siti e le opere digitali che adottano questa famiglia di licenze.
Insomma, non più "all rights reseved", ma - in nome di una maggiore condivisione delle idee e del relativo migliore utilizzo - il creatore di un'opera può scegliere quali diritti riservarsi. Non poco, in un mondo in cui i contenuti "autoprodotti" vanno esplodendo a ritmo esponenziale.
Ne sentiremo sicuramente ancora parlare.....
Energia senza pace
Una volta, i problemi in Italia derivavano dalla stipula di contratti "take or pay" con paesi esportatori di gas (che tu sia in grado o meno di importare il gas, devi pagarlo comunque), senza che fossero pronti terminali di rigassificazione tali da garantire la capacità di importazione preventivata.
Oggi, invece, la prospettiva sembrerebbe diversa. Nell'immediato non ci sono rigassificatori (necessari, lo ricordiamo, per importare gas liquido anche da paesi con cui non siamo collegati via metanodotto); ma i progetti presentati - in particolare dall'Enel a Porto Empedocle e da Endesa a Monfalcone e Livorno, sono a tutt'oggi "scoperti" (cfr. "IL Sole 24Ore del 5.9.2006, p.21).
In generale, vi sarebbero progetti tali da generare una capacità di importazione di 80 miliardi di metri cubi annui (una quantità cospicua), ma senza che a monte vi siano accordi di approvvigionamento per sfruttare concretamente tale capacità!
Tra l'altro, anche il recente accordo tra l'Eni e la Gazprom non porterà un metro cubo di gas (non liquefatto, ma via "pipeline") in più; a differenza di quanto dovrebbe avvenire per i nostri cugini transalpini, che - apartire dal 2001, dovrebbero ottenere approvvigionamenti aggiuntivi (v. "Il Sole" del 19.12.06).
Che dire? Speriamo che, prima o poi, il mercato giunga ad un punto di equilibrio. Meglio prima......
Miti ed eroi dei mercati finanziari
Tempo fa, anzi, in tempi non sospetti, ebbi a dare, su "Pensieri economici in libertà", giudizi un po' diversi da quelli "dominanti" sull'ex governatore della Fed, Greenspan.
Certo, criticare è molto più semplice del fare, ed io non sono certo un gigante dell'economia. Però, ho accumulato, negli anni, una certa competenza che forse - e sottolineo forse - mi consente di formulare qualche "rumore modesto" che non sia totalmente campato in aria.
Ma sono poi così solo nel dare un giudizio di luci ed ombre sull'operato del famoso ex? Forse no.....
Nel tempo, qualche voce di dubbio si è iniziata a levare con sempre maggiore insistenza, ed a quanto pare anche in Italia si inizia a sviluppare una "rivisitazione critica" dell'operato della Banca centrale americana.
Su "Affari e Finanza" del 29.5.2006 (pag. 2), ad esempio, c'era una interessante intervista al noto finanziere Francesco Micheli. Questi, dopo aver elogiato greenspan ed averne apprezzato l'operato "tattico", manifesta però forse dei dubbi - come dire? - sulla qualità della visione strategica.
Afferma il Micheli: "Greenspan non ha risolto i problemi contro i quali si trovava a combattere. Li ha, come dire, spostati in avanti. E questi problemi sono via via diventati sempre più grandi".
E ancora: "(...) Abbiamo una bolla immobiliare che non è limitata a New York, all'America (...). La bolla immobiliare di oggi è semplicemente planetaria. E' così per tutto il resto".
E infine: "Greenspan non ha ridotto i vari deficit americani. Ha solo fatto in modo che potessero convivere con una stagione di crescita e sviluppo. Ma quei deficit, intanto sono cresciuti."
Il risultato è che ora Bernanke "si trova a dover gestire problemi immensi".
Insomma, è stato acquistato tempo, e probabilmente se ne è fatto buon uso; ma il tempo costa, e prima o poi il conto arriva. Con una punta di superbia fanfarona, posso affermare che questa intervista è talmente vicina al mio pensiero che potrei anche averla rilasciata io....
Aggiotaggio e severità?
"Esemplare" condanna inflitta a due ex manager di Banca Intesa per danni patrimoniali, morali e di immagine alla Consob, in relazione ad operazioni di manipolazione su opzioni put (v. Il Sole 24 Ore del 24.11.06).
I due manager erano accusati di aver manipolato al ribasso il prezzo di warrant put legati alla fusione Intresa-Comit, le cui condizioni (all'epoca dei fatti vantaggiose per i portatori) avevano già costretto la Banca ad accantonare in bilancio oneri straordinari per più di un miliardo e mezzo (siamo nel 2001).
Per questo, sono stati condannati a pagare 6 milioni di Euro di danni.
Singolare, però, che la Banca non sia minimamente stata chiamata in causa. Anche ammettendo che i due ex manager abbiano agito di propria iniziativa e non su "pressioni" superiori, la Banca stessa ha potuto iscrivere maggiori utili in bilancio proprio "grazie" alle operazioni di manipolazione.
Il pubblico ministero, in verità, aveva chiesto la confisca di 50 milioni di Euro alla banca che, in effetti, era "beneficiaria" della manipolazione fraudolenta.
Chissà perchè, nella sentenza i giudici non hanno nemmeno menzionato la richiesta.
Devo dire che il tutto lascia un po' perplessi....
Problemi e soluzioni
I maxi-emendamenti alla finanziaria costituiscono sempre, al di là di ogni considerazione inrente la relativa legittimità ed opportunità, un grosso pericolo.
E' evidente che un articolo unico di oltre 1.300 commi e di quasi 1.400 pagine non è un grosso contributo alla trasparenza; e, laddove si intravvedono votazioni "forzate" praticamente a scatola chiusa, ecco che c'è sempre "qualcuno" pronto ad insinuarsi per inserire disposizioni francamente obbrobriose.
Stiamo parlando della "prescrizione di fatto per i reati contabili", così come la ha definito Di Pietro, che ha anche aggiunto che si tratta "un provvedimento disastroso per la credibilità dell'Unione". E come dargli torto?
Per carità, provvedimenti di questo tipo non costituiscono certo una "esclusiva" della presente coalizione; il precedente governo, in tema di provvedimenti inopportuni, ha detto la sua. Ma il vecchio adagio "mal comune mezzo gaudio" non mi h mai convinto.
Epperò, come fare a meno di notare le dichiarazioni del ministro Bersani ("Non so da dove sia sbucata questa cosa, spero che vi sia posto rimedio")?
E già, perchè gli emendamenti non vengono scritti "in trance" da un medium molto versato nella scrittura automatica. Dunque, un responsabile - a questo punto, vi è da presumere, appartenente all'"inner core" delle stanze governative - vi è. E probabilmente non sarebbe nemmeno difficile individuarlo. Del resto, talune nomine prfezionate dall'attuale governo hanno destato più di una perplessità.
E invece nessuno, nemmeno sulla stampa, sembra fino a questo momento aver formulato con forza una semplice domanda: "Chi è stato?".
E ora, visto che modificare la finanziaria significherebbe l'esercizio provvisorio, ecco Morgando, Chiti ed altre personalità di spicco dichiarare ai quattro venti che si correrà ai ripari in fretta, con un decreto abrogativo; decreto che - si spera - venga poi convertito in legge con altrettanta fretta, magari utilizzando il medesimo strumento della fiducia cui si è ricorso in occasione dell'approvazione della norma.
Ma, mi chiedo, invece di correre ai ripari senza che ciò valga a scongiurare una colossale "figuraccia", non era meglio evitare all'origine che il problema si creasse?
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004