Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
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Marchionne e le tasse
Che Sergio Marchionne, l'amministratore delegato della Fiat, sia un buon manager non si discute, anche se quanto più subitaneo si manifesta un turnaround, tanto più esso dipende anche dalla storia passata (modelli già in incubazione, oscillazioni cicliche e quant'altro).
E anche se - pur in periodo di pieno boom - la Fiat continua (imperterrita?) ad utilizzare mobilità lunga e strumenti affini (per duemila lavoratori nel 2007/2008).
Però, va detto che il buon Marchionne ha risanato la Fiat con puntualità svizzera. Anche se, a ben vedere, egli di svizzero non ha solo la puntualità.
Da "L'Espresso" n. 46 del 23.11.06 si apprende (pag. 180) che il Marchionne ha spostato la propria residenza in Svizzera e - tanto per non sbagliare - lo ha fatto nel cantone diZug, a Walchwil, luogo noto per la "tolleranza" del proprio sistema fiscale anche rispetto alle altre zone della Confederazione.
Ora, mi pare che, per avere la propria residenza fiscale validamente al di fuori dei confini nazionali, occorre passare all'estero più di 181 giorni l'anno (se non vado errato). In ogni caso, anche se sbaglio, il buon Marchionne si deve far vederfe ben poco dalle parti di Torino!
Ma anche a Walchwill si deve probabilmente faticare per incontrarlo, visto che, come afferma "L'Espresso", in realtà "il suo buen retiro svizzero, dove vivono la moglie Orlandina ed i due figli, si trova a Blonay, vicino a Ginevra" (p. 181).
Vedete, sarà sicuramente tutto in ordine, tutto regolare, tutto legale. Il problema è che, se si vuole davvero che un paese rispetti alcuni valori di base, occorre che "i potentati", ovvero le figure in qualche modo "di primo piano" si comportino in maniera esemplare.
Non nel senso di non avere difetti, ma proprio nel senso di "dare l'esempio", di costituire un punto di riferimento per la comunit - non solo economica - nazionale.
E il sottrarsi - in maniera anche legittima, regolare, consentita ma sicuramente molto poco opportuna - dal pagare le imposte richieste ai propri concittadini su un reddito indubbiamente "prodotto" in Italia, che tipo di esempio è?
Una vera classe dirigente si distingue anche dai propri comportamenti....
La rivoluzione al bar
Mi è tornato fra le mani uno scherzoso articolo di qualche mese fa del Corriere della Sera sulla famosa "buvette" di Montecitorio (Cfr. il "Corriere" del 5.9.2006, p. 12).
Cosa è successo? Non una rivoluzione nei prezzi, leggermente aumentati ma - in media - sempre inferiori all'esterno.
Piuttosto, una piccola rivoluzione nel sistema del servizio (abolito il self service) e dei pagamenti. Perchè?
A denti stretti, parrebbe che - di tanto in tanto - qualche onorevole si servisse dimenticando poi di saldare il conto.
Il record? Pare appartenga ad un ignoto deputato che avrebbe ingurgitato ben diciassette supplì ed un paio di bottiglie di acqua minerale, dimenticandosi poi di saldare il conto.
Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Così, tra difficoltà di adattamento, è partito il nuovo corso, e sono stati esposti i classici cartelli che invitano a ritirare lo scontrino alla cassa prima di consumare.
Il network prossimo venturo
DTN (Delay and disruption Tolerant Network protocol) e Bundle (l'equivalente dell'attuale TCP) sono termini cui dovremo fare l'abitudine.
Si tratta della base su cui è in via di costruzione un primo embrione di rete "interplanetaria", utile - al momento - per collegare la terra con la stazione spaziale internazionale, con una serie di sonde scientifiche e con le (più o meno) prossime missioni umane al di fuori del nostro pianeta.
In realtà, non si tratterà di una "Internet" così come noi la conosciamo e siamo abituati a pensare (una "ragnatela" di interconnessioni). Piuttosto, si passerà dal concetto di network a quello di una serie di network tra loro disconnessi ma in comunicazione (Interwork).
Questo è quanto emerge da una recente intervista di Vinton Cerf, uno dei padri della rete. Per chi fosse incuriosito, il sito http://www.ipnsig.org è una miniera di informazioni...
L'ultimo mezzo miglio
E così, la Telecom ha da un po' annunciato l'avvento del proprio Next generation network (Ngn, rete di nuova generazione; v. Nòva24 del 28.9.06).
Entro il 2011 è previsto l'allacciamento di circa il 60% delle 25 milioni di utenze, che dovreppero così poter usufruire di connessioni a 50 Mbit/secondo.
A gestire il tutto avrebbe dovuto essere - ma il condizionale è d'obbligo - l'ipotizzata nuova consociata fresca di scorporo (quale sarà la relativa governance, ad esempio, è ancora tutto da specificare).
Il principio è sempre lo stesso: le prestazioni della famiglia DSL crescono al diminuire della lunghezza del tratto servito dal doppino telefonico (in questo caso, per il Vdsl, non deve superare i 100 metri).
Si tratta di portare la fibra ottica fino agli armadi stradali, ovvero sino all'ingresso dei condomini nelle aree urbane, lasciando intatta la rete in rame nel tratto più complesso e più costoso da modificare (ovvero l'interno dei condomini e dei singoli appartamenti).
Si va sempre di più, insomma, verso un assetto ibrido: un ultimo miglio che si accorcia a favore di un maggiore utilizzo della fibra, che però non "sfonda" fino ad arrivare nelle case. L'ultimo "mezzo miglio" continuerà ad essere servito dal rame o da soluzioni wireless che, nel frattempo, si vanno sviluppando (v. ad esempio il maturare del Wi-max/802.16).
Certo però, dopo aver visto lo stato di molti "armadi stradali" mostrato da una trasmissione della Rai (e talvolta verificabile direttamente facendo una semplice passeggiata anche nei principali centri urbani della penisola), si spera che, con l'occasione, si proceda ad un radicale piano di ristrutturazione. E che non si tenti di scaricarne i costi sulla Cassa Depositi e prestiti, secondo l'antica strategia di pubblicizzazione di perdite ed investimenti e privatizzazione dei profitti!
Ancora sui consiglieri indipendenti
Abbiamo già parlato più volte di consiglieri indipendenti su questo blog (si vedano, ad esempio, http://economiaitaliana.splinder.com/post/6455720 http://economiaitaliana.splinder.com/post/7753367 e infine http://economiaitaliana.splinder.com/post/7390859 ). Non molti sanno che esiste una associazione dei consiglieri di amministrazione indipendenti, il cui nome è Ned Community (Non Executive Directors).
Peraltro, il ruolo ed i propositi di questa associazione non sono proprio chiarissimi. Ad esempio, è accaduto che la stessa associazione (cfr. Il Sole 24 Ore del 29.9.06) abbia deciso di "processare" uno dei propri associati, Franco Morganti, "reo" di avere avanzato riserve sul comportamento degli "indipendenti" presenti nel CdA della Telecom.
Riserve che, peraltro, sono state avanzate non solo da lui! In questo caso, la NED Community ha deciso di agire in fretta contro Morganti, per violazione delle regole di disciplina interna. Insomma, sarebbe stato "troppo indipendente"!
Esistono però ben altre regole, molto più basilari, sul comportamento dei consiglieri indipendenti. Ad esempio, è opportuno che si eviti di cumulare incarichi oltre una certa soglia, al fine di poter effettivamente svolgere il proprio lavoro con l'attenzione dovuta.
Ma sugli associati della Ned Community (molti, a quanto pare) che non rispettano i limiti di cumulo, si registrerebbe una strana cautela, ai limiti dell'immobilismo, da parte dela associazione.
Tanto che persino "Il Sole 24 Ore" consigliava, abbastanza sarcasticamente, di rivedere la governance associativa introducendo qualche .... consigliere indipendente!
Una categoria che, in Italia, è ancora in cerca di un ruolo e di una regolamentazione appropriati. Così come, a quanto pare, di una migliore rappresentatività da parte delle proprie associazioni....
Contabilità creativa (e sesso a pagamento) all'ombra del Partenone
E' di pochi mesi fa la notizia che la Grecia ha rivisto al rialzo il proprio PIL, aumentandolo di un rotondo 25 per cento, con tutte le conseguenze migliorative del caso sul rapporto deficit/Pil e debito/Pil
La revisione non secondaria del prodotto ionterno lordo è dovuta all'inclusione di una parte delle attività stimate rivenienti dall'economia sommersa.
Poco male; questa inclusione avviene in molti Paesi, e anche l'Italia rivide a suo tempo la propria contabilità nazionale per tenere conto del fenomeno del sommerso.
In questo caso, però, sembrerebbe che siano state incluse anche attività illegali, tra cui la prostituzione, anche se l'Ufficio di statistica greco ha precisato che tali attività conterebbero solo per lo 0,7%.
Però, mi diverte pensare che, facendo di più l'amore (sia pure a pagamento) si possa contribuire ad aumentare il Pil ed a raggiungere gli obiettivi di Maastricht!
Insomma: fate l'amore, non fate la guerra.....
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