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Buon ponte a tutti
Come potete constatare, non sono tra i fortunati che stanno già godendosi il maxi-ponte a doppia arcata.
In ogni caso, questa settimana non aggiornerò ulteriormente il blog, nella sana consapevolezza che, in tempo di ferie, la mia pattuglia manzoniana di lettori sia interessata ad impiegare il proprio tempo in maniera più creativa che leggendo i miei articoli.
Ci rivediamo dopo il primo di maggio e... buon ponte a tutti!
L'economia di Second Life - Il mercato azionario
Se vi ricordate, abbiamo già trattato una parte dell'argomento in http://economiaitaliana.splinder.com/post/11286353
In particolare, abbiamo cercato di tratteggiare, più con lo sguardo rivolto in prospettiva che al presente, gli elementi di criticità dell'"economia" di Second Life.
Tra mille modi di mettere a frutto la creatività, vi sono infatti anche mille dubbi in materia di possibile riciclaggio, di "attività bancaria" interna di cui non appare ancora chiaro il modello di business, di "scambi azionari", di "stabilità valutaria" e via dicendo.
Prima di addentrarmi nell'argomento di oggi (gli scambi azionari, voglio segnalare una notizia ripresa da corporatesecondlife.blogspot.com/2007/04/il-gioco-dazzardo-in-second-life-fbi-e.html
Si tratta di una sorta di "caso pilota" che, nel decidere lo "status" legale dei Linden Dollars potrebbe avere conseguenze di più ampia portata sull'intero sistema di scambi di "Second Life".
Con gli amici di Corporatesecondlife abbiamo condiviso un po' di idee in libertà sullo sviluppo dell'economia in SL. E quindi parte dei commenti, specie sul mercato azionario, tendono a sovrapporsi.
Ma passiamo a dare un'occhiata più da vicino al "mercato azionario" di second life. Dopo averne discusso un po' e dopo aver osservato il sito, ecco le mie impressioni preliminari.
a) Requisiti di quotazione - l'esistenza della società: Mi baso su quanto stabilito in http://wse.hopecapital.com.au/info/rules
Tra i requisiti di quotazione, non mi pare che si dica nulla sull'esistenza nel mondo reale di una entità con personalità giuridica autonoma.
Cosa succede in caso di contestazioni, distribuzioni di asset, al limite fallimenti, etc?
Probabilmente, un tribunale reale potrebbe applicare le regole relative alle "società di fatto", con conseguenze da valutare in ordine alla separazione patrimoniale ed alle obbligazioni dei soci.
b) La società-mercato: La WSE è il "deus ex machina" del mercato, e ne è praticamente ad un tempo sia la nostra Consob, sia la nostra Borsaitaliana S.p.A., in quanto decide i requisiti "normativi" per la quotazione, e gestisce in proprio la piattaforma.
In Europa, una cosa del genere dovrebbe comunque essere registrata almeno come mercato organizzato (col superamento della nozione di "mercato ufficiale" dopo l'entrata in vigore della nuova direttiva Mifid).
In ogni caso, WSE si riserva potere assoluto su ammissione agli scambi, sospensione degli scambi, cancellazione dal listino. E non è vigilato!
c) Gestione dei conflitti di interesse: E' abbastanza "tranchant"; da http://wse.hopecapital.com.au/info/constitution
"If a director of a proprietary company has a material personal interest in a matter that relates to the affairs of the company and: a) the director discloses the nature and extent of the interests and its relation to the affairs of the company at a meeting of the directors; or (b) the interest is one that does not need to be disclosed; then (c) the director may vote on matters that relate to the interest; and (d) any transaction that relate to the interest may proceed; and (e) the director may retain benefits under the transaction even though the director has the interest; and (f) the company cannot avoid the transaction merely because of the existence of the interest."
Insomma, se non erro basterebbe dichiarare il proprio conflitto, per non avere neppure l'obbligo di astenersi!
d) il flottante: Non ho trovato (ma forse non ho cercato bene) regole sul flottante minimo. In ogni caso, non vi è un obbligo di contendibilità delle società (come non vi è, del resto, sui mercati "reali"); peraltro, un monitoraggio su un flottante minimo predefinito è necessario per evitare la possibilità di turbative.
e) l'impressione generale: Andando a leggere le news, non ricavo "a pelle" una buona impressione. Che ci stanno a fare le notizie sulle scalate se, poi, si ammette che il flottante non è sufficiente a raggiungere la maggioranza?
Infine, last but not least, l'ultima volta che sono andato a controllare il sito era off-line per manutenzione! Che ci siano peraltro dei problemi già oggi, allo stato embrionale del mercato, è oramai manifesto (vedi http://corporatesecondlife.blogspot.com/2007/04/laumento-di-capitale-di-hope.html).
La società gerente di SL per ora continua a mostrare una sorta di benign neglect nei confronti dello sviluppo di una "economia" e di una "finanza" in SL, ma potrebbe anche cambiare atteggiamento; se si sviluppassero controversie legali, la cosa potrebbe risultare perniciosa - a torto o a ragione - per SL nel suo complesso.
Una squadra della Capitale a corto di capitale?
Oggi parliamo un po' della Lazio. Mi è capitato sotto mano un articolo da "Il Sole" dell'1.2.2007, dove si legge che la squadra, allo scopo di alleviare lo stato non certo soddisfacente dei conti, ha utilizzato l'oramai usuale stratagemma che - mi pare - abbiamo già descritto su "Pensieri economici in libertà".
In sostanza, si tratta di vendere il proprio stesso marchio (valutato fior di quattrini da fior di professionisti) ad una società intieramente controllata, contabilizzando nei conti della capogruppo una plusvalenza che aiuta ad "assestare" i bilanci.
Sulla liceità, e - in subordine - sulla opportunità di tali pratiche da fantasisti dei bilanci non spetta certo a noi pronunziarci; del resto, la Consob ha, almeno in questo caso, voce in capitolo, essendo la Lazio quotata (ed essendo pure fallito in passato, mi pare, un ventilato de-listing).
Qual è il problema? E' che, ovviamente, nel bilancio consolidato le plusvalenze scompaiono come neve al sole, mostrando ancora una volta lo stato dei conti in tutta la cruda realtà.
Col risultato che il patrimonio netto consolidato del "gruppo" risulta negatio per quasi 34 milioni, laddove invece il patrimonio netto della sola capogruppo risulta positivo per addirittura 70 milioni.
Potenza della finanza creativa? Chissà... forse una iniezione di capitali si imporrebbe. Anche se la trimestrale del gruppo guidato da Lotito avrebbe affermato che è "di tutta evidenza come la sussitenza di un patrimonio netto consolidato negativo non richieda gli interventi di cui all'art. 2447 codice civile".
Di tutta evidenza? E' bello poter avere certezze così granitiche nella vita......
Come non si dà una notizia
"Troppi aumenti agli statali"; così titolava in prima pagina "Il Sole 24 Ore" del 12.3.07, facendo intendere che l'Fmi (la cui autorevolezza peraltro, come spesso abbiamo fatto notare, è semplicemente quella di una voce fra le tante, con al passivo molte previsioni sbagliate e molti insuccessi) avesse criticato il pre-accordo sul pubblico impiego.
Se si va invece a leggere l'articolo, si vede come la relazione di Timothy Callen, economista presso il Fondo, relativa al World Economic Outlook semestrale si sia limitata a dire che il Governo è sulla strada giusta per il risanamento, e che, tra le altre cose, va mantenuta una moderazione salariale nel pubblico impiego. Tutto qui.
Si tratta, dunque, di una dichiarazione o scorrelata dalle notizie sul preaccordo, ovvero - se correlata - addirittura leggibile in chiave positiva (si parla di mantenere la moderazione, non di conseguirla).
Ahimè, come per i numeri, anche le parole possono essere torturate fino a farle dire ciò che vogliamo. E, purtroppo, talvolta i giornalisti fanno un cattivo uso del "potere della cattedra" di cui sono investiti.
Parlando di numeri, andiamo a vedere cosa dice il pre-accordo, che riguarda, va sottolineato, il biennio 2006-2007, praticamente già scaduto.
Per il 2006, come si dice, "non c'è trippa per gatti". Al momento, infatti, a fronte di una inflazione effettiva (l'anno è già terminato!) attorno al 3%, vi è copertura per pagare arretrati solo in relazione alla (ancora non versata) indennità di vacanza contrattuale, valutata circa 11 Euro lordi al mese in luogo dei circa 50 spettanti secondo lo stesso accordo del '92.
Quindi, sugli arretrati del 2006 vi è una perdita secca in termini reali. Ma anche per il 2007 non è che la situazione migliori. vengono riconosciuti solo 40 Euro, pari a circa il 40% di quanto teoricamente dovuto, sempre secondo gli accordi del '92.
Solo dall'1.1.2008, dunque a bienno già concluso, si arriverebbe ad un incremento medio del 4,46%, ivi compreso uno 0,5% da destinare alla contrattazione integrativa per "oliare", tra l0'altro, le forme di mobilità funzionale e territoriale. E tutto ciò senza prendere in esame tutte le considerazioni che potrebbero essere fatte - sempre stando ala lettera dell'accordo del '92 - in ordine agli andamenti delle ragioni di scambio!
L'importo in valore assoluto, tra l'altro, è inferiore di oltre il 30% rispetto alla "forchetta" rivendicata dai metalmeccanici (per il solo contratto nazionale, senza considerare il livello integrativo), e di un buon 10% anche di quella ipotizzata per i ferrovieri.
Tant'è che lo sciopero generale del pubblico impiego non è stato revocato. Dunque, di cosa si sta parlando esattamente?
Il Sole 24 ore è sicuramente un quotidiano relativamente autorevole, e io stesso lo leggo con continuità e lo cito sovente. Non va dimenticato, però, che rappresenta comunque un giornale, per quanto indipendente, di parte confindustriale.
E questa cosa talvolta traspare. Forse un po' troppo. Oddio, un po' di attività di lobbying non la si nega a nessuno.
Epperò, sarebbe bene che tale attività venisse fatta in maniera più... (appropriata? "Stylish"? Elegante?, scegliete voi il termine maggiormente appropriato); in ogni caso, non è "etico" evidenziare in prima pagina titoli "scandalistici" che poi non trovano una perfetta corrispondenza con i fatti, o con il contenuto stesso degli articoli.
Insomma, stavolta credo che "Il Sole" si meriti un affettuoso cartellino giallo. In compagnia, peraltro, di un nutrito drappello di testate e di commentatori che non hanno evidentemente il tempo (o la voglia, se non in perfetta buona fede) di approfondire per davvero fatti, numeri e contesti.
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