Pensieri economici in libertĂ 

Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni

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venerdì, 28 settembre 2007

Ancora sulle opzioni

Abbiamo già visto, in passato, come probabilmente l'attribuzione di opzioni alla dirigenza di una società per l'acquisto di azioni della stessa ad un prezzo definito costituisca una prassi tanto diffusa quanto poco valida.
Poco valida per diversi motivi: a livello generale, i piani non sono esenti da critiche teoriche relative all'effettiva capacità di stimolare la creazione di valor "vero" nel medio termine; a livello particolare, i piani sono spesso concepiti ad uso e consumo dei beneficiati, e non delle società.
In più, andrebbero forse previste clausole più severe di decadenza dai piani nel caso di abbandono del gruppo.
Abbiamo già rilevato, ad esempio, come sia troppo semplicistico attribuire miracolisticamente il turn-around della Fiat a un solo uomo (e nemmeno residente in Italia per almeno metà dell'anno!) e ad un periodo ristretto.
Però, che senso ha che un ex Presidente della compagnia, uscito dal gruppo nel lontanissimo 2003, realizzi guadagni personali (e lo possa fare sino al 2010) su incrementi di valore che, almeno per ragioni di tempo, non può certo rivendicare come opera esclusivamente propria? (v. "Il Sole 24 Ore" del 24.7.07). E perchè il trattamento di Fresco è migliore di quello di Morchio, a.d. dal febbraio 2003 al maggio 2004, "le cui opzioni sono in parte decadute con l'uscita dal gruppo e in parte scadute"?
Mi sa che è proprio l'intera impostazione dei piani di incentivazione che necessita, a livello teorico ed a livello pratico, di una profonda revisione.

Postato da: laureato91 a 14:01 | link | commenti
economia, finanza

martedì, 25 settembre 2007

Valutazioni pericolose

Da "Ma sui mercati le tensioni si sentono, su "Il Sole 24Ore" del 14.9.07:
"Un' altra tecnica per comprare tempo, adottata da molte banche non solo italiane è quella di rinviare il mark-to-market, la valutazione a prezzi di mercato dei bond strutturati in portafoglio.
Le quotazioni delle cartolarizzazioni "AAA" sono stracciate... (ma questi titoli) mantenuti fino a scaenza, in un book dedicato, possono fare a meno dei livelli di mercato".
La scappatoia è nota: esistono due "book": quello di trading (negoziazione) e quello degli investimenti finanziari, che si intende detenere fino a scadenza.
La  valutazione dei titoli destinati al trading va rivista adattandola frequentemente ai prezzi espressi dal mercato; i titoli cd "immobilizzati", invece, possono essere valutati in base al costo storico o a criteri diversi da quelli del prezzo di mercato.
Ora, è vero che taluni prezzi possano anche essere irrealistici in periodo di paralisi di mercati, ma.... chi è che decide qual è il valore "realistico"? E poi, qual è il valore "realistico"?
Negli Stati Uniti tutti sapevano che il valore delle case era "irrealistico", ma, nel mezzo della bolla, se si voleva acquistare quelle erano le condizioni. Mutatis mutandis, ciò vale anche per i titoli cartolarizzati: se si dovessero cedere, attualmente (e per un periodo di tempo difficilmente prevedibile) queste sono le condizioni.
Il punto è che non si dovrebbe poter volteggiare con leggerezza tra portafoglio di trading e portafoglio immobilizzato. Una volta effettuate certe scelte (l'immobilizzazione), queste dovrebbero essere revocabili solo trascorso un congruo periodo di tempo e, soprattutto, a seguito di una solida motivazione.
Altrimenti, le politiche di bilancio potrebbero divenire tali da innescare nuove crisi di fiducia; il che, francamente, non aiuterebbe nessuno.

Postato da: laureato91 a 11:00 | link | commenti
economia, finanza

lunedì, 24 settembre 2007

Tutto il mondo è paese...

Ci si lamenta sempre dell'Italia, ma, per ricordarci che talune inefficienze sono figlie di oggettive difficoltà di carattere non solo organizzativo, ma anche sociale, basta talvolta osservare cosa succede dai nostri vicini.
Ad oramai quasi venti anni di distanza dalla riunificazione fra le ex RFT ed RDT, un rapporto del Ministero degli Interni tedesco rivela che il numero dei funzionari del governo federale che lavorano nella vecchia capitale Bonn supera ancora il numero di quelli che prestano invece la propria opera a Berlino.
Di più, l'evidenza della disfunzionalità di tale distribuzione geografica è testimoniata dai circa 66.000 viaggi di servizio che si sono contati, nel solo 2006, tra la vecchia e la nuova capitale.
Tutto ciò deriva da una scelta politica ben precisa effettuata nel 1994: "ammorbidire" i traslochi sia per evitare di far piombare il distretto di Bonn in una crisi improvvisa, sia perchè la vita dei lavoratori non poteva essere "sconvolta" se non gradualmente, pena possibili incrementi della conflittualità e diminuzioni di produttività.
Dunque, incentivi più che imposizioni, in un'ottica di gradualità. A testimoniare, appunto, che le modifiche anche della sola dislocazione di organizzazioni complesse incntrano vincoli che vanno tenuti in considerazione, e vanno programmate nel lungo termine; anche in Germania.

Postato da: laureato91 a 12:03 | link | commenti
economia, societĂ , finanza pubblica

venerdì, 21 settembre 2007

iPhone e dintorni

Ci sono già un centinaio di milioni di pagine web che parlano dell'iPhone, il nuovo oggetto del desiderio di massa.
Allora, perchè aggiungerne una? Sulla tecnologia non si discute... una chicca il nuovo schermo multi-touch che consente di dare comandi più complessi con due dita, comoda la possibilità di poter leggere gli allegati Office e Pdf, eccellente - a quanto pare - la connessione Wi-Fi.
Abilissimo il marketing (tra parentesi, l'iPod non è che abbia caratteristiche decisivamente superiori rispetto a taluni altri modelli, nè gode certo del miglior rapporto prezzo-prestazioni, ma tant'è....), oceanico il successo ancor prima dell'invio sugli scaffali.
Quello che volevo sottolineare è che, finalmente, potremmo essere alla vigilia della reale diffusione dell'Internet mobile di massa.
L'iPhone è infatti la parte hardware di un "pacchetto" costruito dalla At&T, che prevede un contratto biennale, la blindatura della scheda Sim (cosa che in Europa potrebbe dare fastidio), ma soprattutto una tariffa flat senza limiti per web ed e-mail (sia pure, per adesso, solo con tecnologia Gsm-Edge).
Al di là di tutto, potrebbe proprio essere questo uno degli "assi" che, oltre a contribuire al successo del nuovo prodotto, potrebbe diffondere un nuovo stile di utilizzo ed una reale diffusione della connessione in movimento (o quanto meno nomadica).
Vedremo, quando sarà il momento del lancio in Europa ed in Italia, quali strategie verranno seguite dagli operatori TLC nostrani. Anche se le politiche commerciali non semrerebbero favorevoli.
In UK, primo paese europeo dove il prodotto dovrebbe approdare, l'offerta partirebbe da 2,4 Euro al giorno, un terzo in più della proposta commerciale di AT&T (v. "Il Sole 24Ore" del 19.9.07).

Postato da: laureato91 a 12:18 | link | commenti
telecomunicazioni

giovedì, 20 settembre 2007

Vizi pubblici, virtù private?

Prima di cominciare, una piccola annotazione che si ricollega al post di ieri. Non è forse un caso se, in effetti, la Fed non può essere considerata una banca centrale indipendente in senso proprio.
Infatti, come non manca di ricordare anche il recentissimo rapporto ISAE sullo Stato dell'Unione Europea (p. 122), la descrizione della Fed più appropriata è quella di "independent within the government"; che non è proprio la stessa cosa.
E' un bene? E' un male? Non mi pronunzio; ma è certamente un elemento da tenere a mente.
Ma passiamo al post odierno. E così, ecco che il buon Giuliano Amato svela che il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, aveva lanciato l'allarme sui rischi dei mutui subprime per i mercati finanziari prima dell'estate, tra maggio e giugno, nel corso di un incontro riservato al Centro studi americani.
Può essere; non abbiamo certo alcun motivo per non credere alle parole del Ministro, e del resto chi segue il mercato sa che, all'epoca, la questione dei mutui subprime e della bolla immobiliare era già all'attenzione degli economisti(nel nostro piccolo, v. qui, qui e qui).
Peraltro, vanno notate due piccole discrepanze: In primis, come mai il governatore - come sembra - ha atteso gli ultimi sviluppi prima di avviare una indagine sulla effettiva esposizione delle banche italiane (che, fortunatamente, sembre relativamente limitata)?
E poi, non si può non notare come l'atteggiamente "privato" del Draghi - uomo di finanza, lo ricordiamo - mal si concilia con l'atteggiamento filosofico "pubblico" tenuto in qualità di presidente pro tempore del Financial Stability Forum (v., ad esempio, qui e qui).
Ahimè, mi sa che un po' di "sano cerchiobottismo" divrnga proprio necessario, una volta raggiunte le superne sfere!

Postato da: laureato91 a 11:35 | link | commenti
economia, finanza

mercoledì, 19 settembre 2007

La Storia ci insegna.....

"Ma che ci insegna?", domanda un Cristicchi con la voce chioccia. Ci insegna a.... pararci per le future generazioni.
Non commento le ultime mosse della Fed; di commenti ce ne sono davvero già troppi in giro. Faccio solo notare che leggere oggi che Greenspan non solo non aveva ben compreso il meccanismo dei mutui subprime, ma ora si mette anche a prevedere crolli nei prezzi immobiliari.... be' più che da sorridere mi vien da rabbrividire. E non posso fare a meno di sospettare - e questo getta un'ombra sinistra sulla interpretazione di talune scelte - che la rete degli "old boys" è sempre al lavoro, e che la provenienza di alcune persone che siedono nel gotha delle istituzioni finanziarie non li pone al di sopra di ogni sospetto. Al di là del bene e del male... In ogni caso, il settore privato non sta facendo - ahimè - una gran figura!

Postato da: laureato91 a 16:34 | link | commenti
economia, finanza