Pensieri economici in libertà

Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni

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mercoledì, 30 gennaio 2008

L'autoregolamentazione colpisce ancora

Quando un comitato promotore per un codice di autoregolamentazione fa appello ai buoni sentimenti, limitandosi ad un elenco di esortazioni alla trasparenza, a ben valutare i rischi e così via, la cosa già si commenta da sola.
E' stato pubblicato un codice di autoregolamentazione che detta "regole stringenti" (definizione e virgolettato date dalla stampa), draconiane: il controllo del rispetto degli inviti di cui sopra sarebbe affidato ad un "Hedge fund standards board", che avrà sì una supervisione sugli standards utilizzati dai fondi speculativi, ma senza poter fare alcunchè in merito alla relativa applicazione (v. "Il Sole" del 24.1.08).
In pratica, viene esplicitato che gli hedge fund che non si cureranno di applicare i buoni propositi elencati nelle 140 pagine del nuovo codice non subiranno nessuna penalizzazione.
E questo, appunto, in un un settore che gestirebbe circa 2.000 miliardi di dollari.....

Postato da: laureato91 a 09:35 | link | commenti (1)
finanza

martedì, 29 gennaio 2008

Il Fondo a fondo

Strauss-Kahn, nuovo "managing director" dell'FMI, ha dichiarato all'inizio del proprio mandato, parlando innanzi all'"executive board" dello stesso Fondo Monetario Internazionale, che:
"It will be a hard task for all of us to rebuild both the relevance and the legitimacy of this organization. But I am prepared to do that and I ask you to be prepared as well".
Come dire, almeno si ammette oramai apertamente che - vuoi a causa di "incidenti", vuoi a causa della situazione macroeconomica, vuoi a causa di politiche non proprio adamantine di reclutamento del personale - l'immagine e l'autorevolezza del Fondo sono proprio appannate, per non dire che sono ridotte ai minimi termini.
Di positivo c'è che, visti i livelli raggiunti, non si può fare altro che risalire...

Postato da: laureato91 a 10:28 | link | commenti
finanza

lunedì, 28 gennaio 2008

Hedge fund, fondi sovrani & co.

Rifletto da tempo sul crescente peso degli hedge fund sui mercati mondiali, nonchè per la evidente volontà di tali organismi a non assoggettarsi a forme appropriate di vigilanza: un atteggiamento che trova - spiace constatarlo - una sponda acritica in talune personalità chiave dell'economia mondiale.
La potenza di fuoco degli hedge fund, accompagnata da quella dei fondi sovrani e dal "tradizionale" private equity rischia, in prospettiva, di tramutarsi in un pesante lemento di distorsione e malfunzionamento dei mercati.
"Il Sole 24 Ore" del 5 Ottobre  rendeva conto di una ricerca condotta dal McKinsey Global Institute, tesa a prefigurare il ruolo che questi nuovi attori del mercato svilupperanno nel medio periodo.
Ebbene, la conclusione è che il loro crescente peso "porterà benefici significativi, ma anche rischi ... La relativa opacità di questi investitori preoccupa il mercato. ... La dimensione enorme degli hedge fund e il loro elevato effetto leva aumenta il rischio di contagio tra settori di mercato tra loro non collegati."
In particolare, poi, i fondi di private equity "potrebbero aumentare il rischio di credito sui mercati". Tutte queste osservazioni - alcune delle quali di una chiarezza non frequente almeno prima dello scopptio della crisi dei subprime - ci portano diritte al punto, che è poi quello di sempre.
Il mercato non è un feticcio da adorare "a prescindere": l'innovazione finanziaria, in particolare, può certo portare benefici, ma va ricordato come anche la "semplice" attività bancaria, lasciata a se stessa o anche solo insufficientemente vigilata - ha portato a sconquassi periodici a cavallo tra il diciannovesimo e la prima parte del ventesimo secolo.
Non facciamo che la storia si ripeta... E poi, anche a livello tattico, certi atteggiamenti mostrano la corda.
Così, a Davos, a chi chiedeva l'introduzione di adeguate forme di regolamentazione sui fondi sovrani perchè potrebbbero generare taluni problemi, i rappresentanti di questi ultimi facevano notare che sugli hedge fund - che pure qualche problema hanno già generato - non si era intervenuti (cfr. Affari & Finanza di oggi).

Postato da: laureato91 a 16:48 | link | commenti
economia, finanza

mercoledì, 23 gennaio 2008

Bolle e reputazioni

Adesso ci si è messo anche Henry Kaufman, ex "guru" di Salomon Brothers", a scrivere sul Wall Street Journal che l'eredità lasciata da Alan Greenspan appare ormai pesante. Oppure "Il Sole 24 Ore, che pubblicava un primissimo piano dell'occhialuto Greenspan con la didascalia "La miopia di Greenspan".
Eppure, alcuni commentatori (e il vostro laureato91) queste cose le scrivevano già molti mesi fa. Vedi, ad esempio,
qui  e qui .
Così, ora capita anche di leggere che la prossima bolla destinata a sgonfiarsi è quella della reputazione dell'ex capo della Fed. La domanda nasce spontanea: dov'era, negli anni scorsi, la gran parte di questi commentatori?
Ma invece di recriminare su un passato pieno di errori, non sarebbe forse meglio, ora, focalizzarsi sulle soluzioni? Il taglio della Fed, ahimè, è soo una grossa aspirina: ti può anche far stare meglio, ma cura solo qualche sintomo.

Postato da: laureato91 a 12:07 | link | commenti (3)
economia, finanza

martedì, 22 gennaio 2008

Corsi e ricorsi, bolle e ribolle

Dai titoli dei quotidiani di oggi: "Florida, il cuore della crisi; nello stato più colpito dal crack immobiliare primarie a fine mese".
Chi segue questo blog, sa che mi sono occupato a più riprese della bola immobiliare. Ma guardate un po'
qui cosa scriveva il vostro laureato91, nell'ormai lontano 3 maggio 2006, proprio a proposito della Florida.

Postato da: laureato91 a 15:14 | link | commenti
economia

lunedì, 21 gennaio 2008

Qualcosa sta cambiando?

Nel mare magnum di dichiarazioni e di analisi che si affastellano da qualche mese, innescate dalla ormai conclamata crisi dei mercati, si possono individuare talune dichiarazioni che sono meno scontate di altre. Da una intervista al famoso banchiere Wasserstein apparsa su "Il Sole" del 3.10.2007 ("La crisi è seria, rating da cambiare"), escono fuori, ad esempio, alcune sorprese.
Dopo aver parlato della crisi dei mercati e averne riconosciuta la gravità, e dopo aver (come di consueto, verrebbe ormai da dire) invitato a desistere dalla tentazione di regolare troppo strettamente il settore (come chiedere all'oste se il vino è buono....), Wasserstein passa a parlare di altro.
Disquisendo su una ipotetica integrazione tra Mediobanca e Generali, il banchiere dichiara: "non voglio entrare nel caso specifico, ma credo che per un Paese come l'Italia la costruzione di campioni nazionali, nel settore finanziario come nell'industria, sia una necessità".
Il tutto, "per poter giocare un ruolo di protagonista sui mercati internazionali".
Qualcosa sta forse cambiando?

Postato da: laureato91 a 11:31 | link | commenti (1)
finanza