Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
banche.blogspot.com
Dall'economia alla politica
Fuorimercato
Pensieri in libertĂ di un imprenditore
Trend-online
www.irpef.info
visitato *loading* volte
Ritrovamenti archeologici
Oggi giornata di uscite statistiche multiple, e dunque devo limitarmi ad una breve considerazione. Ogni tanto, mi corre l'obbligo di fare un po' di pulizia nel mio archivio personale. In ufficio non ho tantissimo spazio, ed a casa ne ho ancora meno.
E ogni tanto mi colpisce ritrovare vecchi articoli che sembrano scritti apposta per l'attualità.
Affari & Finanza, 5 Aprile 2004, pag. 55: "Enti Locali, una rivoluzione nella finanza"; e ancora: "il ricorso a strumenti complessi ha consentito di far fronte a nuovi compiti ma ora si cerca di tenere sotto controllo il rischio indebitamento".
E per quanto riguarda l'utilizzo dei derivati da parte delle piccole e medie imprese, basta andarsi a rileggere quanto scrivevo praticamente sul primo post di questa lunga "avventura" che è Economiaitaliana - Pensieri economici in libertà, ormai più di tre anni fa.....
Open Reach vs. Open Access
La Telecom ha dunque annunciato quella che - almeno per il momento - non è più che una riorganizzazione interna.
La creazione di una divisione autonoma per la rete è poco èiù che una dichiarazione di intenti che va riempita di contenuti.
Non prevedere nè una separazione societaria, nè appropriati "chinese walls", nè un controllo separato da parte di amministratori indipendenti (o almeno di presunti tali, giacchè in Italia talvolta si sfiora il ridicolo) lascia aperte tutte le questioni attuali.
La Delibera del 2002 dell'Autorità per le telecomunicazioni, laddove contemplava "misure organizzative per la separazione delle funzioni aziendali preposte alla gestione della rete" (v. Il Sole 24 Ore del 15.3.08) lascia aperte molte strade: una di queste, però, va intrapresa, mentre una semplice divisionalizzazione vuol dire rimanere al punto di partenza.
Nel caso di "Open Reach", finanche i bonus e la valutazione della dirigenza della divisione separata sono oggetto di procedure ad hoc, incorrelate con quelle della casa madre.
Dal canto suo l'Autorià pare, negli ultimi tempi, tenere un basso profilo sulla faccenda: che si sia vicini a qualche compromesso?
Staremo a vedere...
Frequenze errate, errori frequenti
Tanto tuonò che piovve; alla fine, la Corte di giustizia europea, attivata dal Consiglio di Stato, si è pronunziata sulla oramai annosa questione delle frequenze.
E lo ha fatto bocciando abbastanza sonoramente le regole italiche, intimando si sanare una situazione che vede soggetti in possesso di regolare concessione impossibilitati a trasmettere perchè senza frequenze, e soggetti senza concessione che continuano ad occupare frequenze per "forza di inerzia".
Del resto, siamo il Paese relativamente al quale, quando si riassumono le modalità della nascita delle televisioni commerciali, viene usata una dizione del tipo "occupazione spontanea (e pressochè gratuita) delle frequenze": una situazione che ci fa "ben sfigurare" di fronte al resto dell'Europa occidentale, a cominciare dal Regno Unito.
Non mi pronunzio tecnicamente sulla sentenza, e non entro nemmeno nella polemica politica.
Mi preme solo sottolineare un aspetto; se il Consiglio di Stato dovesse decidere di non assegnare le frequenze ai soggetti danneggiati, continuando a far trasmettere gli "occupanti abusivi" e "ripiegando" su un risarcimento (si parla di un milardo di Euro, quasi lo 0,1% del Pil), chi dovrà pagarlo?
Ma, ovviamente, lo Stato: cioè tutti noi, tramite le imposte (evasori a parte, ovviamente)!
Come dire, oltre al danno, la beffa: su quali interessi debbano essere tutelati dalle leggi approvate dai politici di turno e se essi siano o meno meritevoli di tutela, se ne può discutere.
Ma che i contribuenti debbano pagare perchè politici ben più remunerati di loro elaborino leggi - a tutela di qualsivoglia interesse - tecnicamente fatte male ed applicate peggio....
La crisi vista dai tedeschi
Per chi legge l'inglese, ritengo sia interessante dare un'occhiata a questo articolo apparso sull'edizione internazionale on line del teutonico "Spiegel". Sempre (ahimè) per chi non fa a pugni con l'idioma d'oltremanica, consiglio di scaricare questa divertente esemplificazione a fumetti della genesi e degli sviluppi della crisi subprime: un po' di humour, anche quando, in verità, c'è poco da ridere, non guasta....
Immobile Italia
Eccoli qui, gli operatori del settore, a cercar di convincere tutti che in Italia i prezzi non scenderanno, che conviene ancora comprare piuttosto che affittare, che a differenza che nel resto del Mondo in Italia è diverso.
Poco conta che le compravendite si stiano riducendo sensibilmente (ed i tempi di vendita vadano allungandosi) soprattutto nei comuni capoluogo, soprattutto nei grandi comuni, soprattutto a Roma città ed a Milano città.
oco conta che i rendimenti di chi compra per investire - anche a voler fare la cresta sul Fisco - sono ormai ai minimi.
Poco conta che il rapporto tra prezzi medi e redditi medi sia a livelli elevati, e che - ai prezzi ed ai tassi attuali - i mutui siano troppo onerosi per una larga fetta della popolazione.
E non si parla di case del centro storico, ma di abitazioni anche modeste di semicentro e delle zone periferiche.
Si legge che è possibile allungare la durata dei mutui all'estremo (50 anni: siamo al mutuo intergenerazionale! Caro figliuolo, ti lascio non solo una bella fettina di debito pubblico, ma anche una fetta più grossa di personalissimo debito privato).
Si legge che tanto è un investimento a rivalutazione sicura.
Si legge che l'immobile è finanziabile al 100%.
Nessuno che sottolinei come per arrivare a quel 100% sia necessario sottoscrivere una polizza contro l'insolvenza per il 20% del valore dell'immobile, ovviamente a spese del richiedente.
Pochi inoltre esplicitano che l'importo della rata si comporta come un'iperbole equilatera al crescere della durata: in soldoni, oltre una certa soglia (tra i 20 ed i 30 anni), l'allungamento della durata del mutuo riduce di pochissimo la rata, poichè crescono a dismisura gli interessi da pagare. E questo effetto è tanto più forte all'aumentare dei tassi.
Ancora meno che ricordano il vero e proprio crollo dei prezzi negli Anni Novanta.
Mah.......
Quando si dice la distrazione
All'epoca si era in piena polemica sulle rimodulazioni dei contributi all'editoria, e sul presunto vulnus all'attività informativa in favore del pubblico. E' divertente constatare come - di tanto in tanto - tale attività risulti peraltro caratterizzata da qualche.... dimenticanza.
All'interno di un articolo tra l'informativo e l'agiografico su una grande manager (o, per lo meno, presunto tale), pubblicato su una testata economica italiana il 22 Ottobre 2007, veniva riportato il curriculum dello stesso manager.
Un curriculum relativamente completo, salvo per il fatto che veniva omesso un piccolo, insignificante dettaglio: e cioè che il manager in questione si è dovuto allontanare dall'Italia per un po', confidando nella proverbialmente labile memoria del BelPaese, dopo essere stato coinvolto (e aver patteggiato per questo) in una storia non certo edificante di tangenti.
Quando si dice la distrazione!
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004