Pensieri economici in libertĂ 

Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni

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venerdì, 13 giugno 2008

Breve sospensione

Cari lettori, il vostro laureato91 è "costretto" ad andare in ferie fino al 30 Giugno (per evitare la scadenza delle stesse).
Per quindici giorni, dunque, il blog non verrà aggiornato. Ma spero di ritrovarvi con il nuovo mese.
A presto!

Postato da: laureato91 a 12:28 | link | commenti (4)

Consulenti in azione

Il mondo della consulenza è decisamente variegato. Affianco a persone indubbiamente preparate ed utili, si possono trovare tanti "Catalano" che per consigliare l'ovvio - oltretutto descrivendolo male - bruciano tempo e risorse preziose.
Il teatrino non molto edificante che si è consumato sulla sorte della britannica Northern Rock ne è un esempio.
A parte il ruolo "recitato" da Goldman Sachs che, non certo gratuitamente, ha "consigliato" la nazionalizzazione della banca, mi chiedo se Ron Sandler, il neo-presidente di Northern Rock, possa portare un reale valore aggiunto.
Mi spiego: la Banca è stata salvata dal Tesoro di Sua Maestà, che ha iniettato fondi per almeno 25 miliardi di sterline (una quarantina di miliardi di Euro).
L'attività della Banca ed i relativi depositi sono dunque - esplicitamente o implicitamente, chè a questo punto la politica "ci ha messo la faccia" - garantiti da una entità sovrana con rating (per quel che vale, se mi si passa la battuta) AAA.
Ora, Ron Sandler costa 90.000 sterline al mese.... diciamo tra un milione e mezzo e due milioni di Euro l'anno, almeno per quanto è dato conoscere (dettagli su benefit e piani di incentivazione non ho avuto occasione di leggerne).
Secondo notizie stampa, giustamente il Sandler ha preteso di formare una squadra di "manager di grosso calibro", si presume molto costosi.
In più, ha assunto la McKinsey e la Rothschild per "assisterlo" a redigere un nuovo piano strategico; un piano le cui linee guida, mi si perdoni il pizzico si supponenza, credo di poter già intravedere sulla base di esperienze passate.
Il tutto, ripeto, nel quadro di preoccupazioni gestionali per l'immediato di fatto inesistenti, o per lo meno molto ridotte a "causa" delle garanzie del Tesoro.
Ricapitolando (un po' "populisticamente"): non vorrei che il Sanders, più i suoi manager, più Goldman Sachs, più McKinsey più la Rothschild finiscano per costare più dei problemi che sono chiamati a risolvere.....

Postato da: laureato91 a 12:19 | link | commenti
economia, finanza, societĂ 

giovedì, 12 giugno 2008

Le ultime parole famose....

Il rischio di perdite significative è vicino allo zero.
Martin Sullivan, presidente della American International Group (AIG), dicembre 2007.
Se non ci fosse da preoccuparsi per la situazione globale, potrebbe quasi essere divertente
...

Postato da: laureato91 a 11:50 | link | commenti
economia, finanza

mercoledì, 11 giugno 2008

Bernanke in versione "falco" sostiene il dollaro

Così titolava la stampa finanziaria, commentando il fatto che "il dollaro ha ripreso a salire", o almeno si fa per dire.
Evidentemente, Grignani era profetico quando cantava la sua "falco a metà".....

Postato da: laureato91 a 11:43 | link | commenti
economia, finanza

venerdì, 06 giugno 2008

Saccomanni colpisce ancora....

Non sono nè un parente, nè un amico, nè un conoscente di Saccomanni, DG della Banca d'Italia.
Lo specifico poichè non è la prima volta che parlo positivamente di alcune sue dichiarazioni; lo stile è chiaro e netto, un aspetto che, di questi tempi, non va sottovalutato.
Capita poi che la sua visione (per carità, molto più autorevole!) su talune questioni si accordi notevolmente con la mia.
Chi segue questo blog sa che, a più riprese, ho parlato molto dei rapporti tra costo della vita, prezzi alconsumo e prezzi dei valori patrimoniali, nonchè del rapporto tra questi e la politica monetaria.
Oggi mi limito a riportare un breve, ma chiaro e significativo, stralcio dell'editoriale del Saccomanni apparso - un paio di mesi fa - sul n. 18 di EAST - Europe and Asia STrategies:
"Sul piano macroeconomico, la crisi si è sviluppata in un contesto caratterizzato da un eccesso di liquidità sui mercati finanziari, che ha alimentato un'eccessiva espansione del credito, specialmente nel settore immobiliare.
Questi andamenti si sono svolti sullo sfondo di irrisolti squilibri  delle bilance dei pagamenti tra le principali aree economiche mondiali".
Una indicazione molto chiara, dunque, delle ragioni della bolla immobiliare e del perdurare degli squilibri internazionali, non solo non risolti, ma anzi alimentati da una condotta forse non del tutto appropriata di talune autorità monetarie.
Ma il Saccomanni va oltre, spingendosi forse ai limiti dello "spazio diplomatico" concessogli dalla sua carica:
"E' inevitabile che in futuro dovrà essere prestata dalle autorità monetarie e finanziarie maggiore attenzione che in passato.
Anche in presenza di stabilità dei prezzi dei beni e servizi, una crescita eccessiva del credito può alimentare una lievitazione dei prezzi di attività finanziarie e immobiliari, con effetti destabilizzanti per il sistema finanziario e alla lunga con rischi di inflazione generalizzata".
Poche frasi in cui è riassunta alla virgola la mia visione della crisi e delle relative conseguenze, con l'unica differenza che, in passato, il vostro laureato91 ha anche sottolineato gli effetti diretti ed immediati che una inflazione patrimoniale ha sulla vita delle persone nonchè sulla attività economica.
"I rialzi recenti dei prezzi dell'oro e del petrolio" - aggiunge Saccomanni - "riflettono timori sulla ripresa del processo inflattivo e sulla stabilità del dollaro.
In prospettiva, dovrà essere rafforzata l'analisi dell'impatto degli impulsi di politica monetaria delle banche centrali dei maggiori paesi sugli orientamenti dei mercati finanziari globali".
Più chiaro di così.... No, come dicevo da tempi assolutamente non sospetti, il buon (?) Greenspan proprio non meriterà il premio Nobel per i suoi ultimi anni alla guida della Fed.

Postato da: laureato91 a 14:16 | link | commenti
economia, finanza

giovedì, 05 giugno 2008

Sottovoce

Questo è un post da leggere sottovoce, quasi di soppiatto.
Un post che non fornisce risposte, ma solleva quesiti.
Parliamo di Basilea II. E' un sistema teso a salvaguardare l'adeguatezza patrimoniale delle banche e basato sui rating, che ho già esposto in passato, e non ci torno sopra.
Il punto è: Basilea II, già oggetto di molteplici critiche prima che la crisi in atto si materializzasse, è davvero un sistema "sicuro" ed adeguato, oppure no? E sono adeguate le tecniche di analisi e valutazione del rischio utilizzate a livello internazionale?
Ma è un quesito che non si può, di fatto porre. Anche quando mi sono trovato a trattare per lavoro del problema, mi sono reso conto che l'abbandono tout-court del sistema attuale non è una via praticabile.
Non è praticabile più in senso "politico" che in senso "tecnico": troppi investimenti sono oramai stati effettuati, troppi interessi si sono sedimentati, troppi comportamenti si sono cristallizzati.
Eppure... "Il caso di Merrill Lynch (ma anche di Bear Sterns o di Lehman o di Morgan Stanley) è emblematico.
In un solo mese, la banca americana si è accorta d'aver subìto perdite per 24 miliardi di dollari.... I sofisticati modelli matematici per valutare rischi, perdite e capitale (Var) contemplavano evenienze simili.
Ma quei modelli erano sbagliati: alla Merrill, come nelle altre banche e come nelle agenzie di rating....
I 24 miliardi bruciati da Merrill Lynch vanno ben oltre la somma delle perdite giornaliere consentite in un anno.
Come se ogni giorno gli uomini di Merrill avessero potuto sbagliare tutto per l'intero 2007".
Questo virgolettato non è un commento mio, ma è apparso su "Il Sole 24 ore" del 20.2.08, e coincide in più punti con il mio "sentire".
Che dire? Speriamo almeno in una energica manutenzione....

Postato da: laureato91 a 16:21 | link | commenti
economia, finanza