Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
banche.blogspot.com
Dall'economia alla politica
Fuorimercato
Pensieri in libertĂ di un imprenditore
Trend-online
www.irpef.info
visitato *loading* volte
La classifica delle vanità
Mandare in crack una banca, a quanto pare, costituisce una attività remunerativa; almeno per alcuni, ovviamente.
Se poi si riesce a mandare in crack un intero sistema, evidentemente scatta un bonus quantità.
Alla faccia della meritocrazia e delle retribuzioni legate al merito, ecco la "classifica della vergona" - espressa in sterline - relativa alle retribuzioni dei grandi manager del settore finanziario, pubblicata da "The Guardian" (cfr. anche il "24 minuti" del 28.1.09, pag.4).
(Per "buco" si intende la sottrazione di risorse all'economia calcolata da The Guardian in termini di "credit crunch" originato dalla crisi)
1) Stan O'Neal di Merryl Lynch: 196,7 milioni, a fronte di un "buco" quantificato - per tutti a partire da agosto 2007 - di 60,5 miliardi;
2) Jimmy Cane di Bear Sterns: 164,2 milioni, ma il buco in questo caso è di "soli" 2,3 miliardi;
3) Lloyd Blankfein, di Goldman Sachs, di cui abbiamo giaà parlato tempo fa: 163,1 milioni, per un buco di 19,4 miliardi;
4) Dick Fuld della fu Lehman Brothers, addebitato di operazioni truffaldine (vendite fittizie di immobili alla moglie) architettate allo scopo di risultare nullatente: 134,5 milioni percepiti a fronte di un buco di 21,2 miliardi;
5) Sandy Weill, di Citigroup: 121,7 milioni, per un "buco" di 140,6 miliardi: un ottimo rapporto prezzo-prestazioni!
6) Henry Paulson, di Goldma Sachs, premio speciale della critica per incapacità gestorie e conflitto di interessi: 119,9 milioni di retribuzione, per un "buco di liquidità" dui 19,4 miliardi;
7) Chuck Prince, di Citigroup: 77,5 milioni di sterline, contro un "buco" di 140,6 miliardi;
8) Bob Diamond, di Barclays: solo 39,8 milioni di retribuzione (è dura per tutti....), a fronte di un "buco" di 26,1 miliardi.
Tra l'altro, non è che facendo il raffronto con l'andamento dei risultati economici delle istituzioni, o peggio con il valore della relativa capitalizzazione di borsa, la classifica diverrebbe meno "vergognosa".
Come diceva il grande Peppino De Filippo, "ho detto tutto".
Scomode verità
La verità fa male, specie quando si cela dietro ragionamenti non proprio complicatissimi.
Ma ogni tanto capita che qualcuno si trovi costretto a dire "basta", e che qualcun altro - l'economista Kenneth Rogoff nel caso di specie - faccia chiaramente presente il perchè.
E' noto che le grandi Banche centrali (Fed, BoE e Bce, in primis) sono molto esposte verso i rispettivi settori finanziari privati, cui hanno prestato liquidità a piene mani, anche con iniezioni aggiuntive e di durata più lunga rispetto alle ordinarie operazioni di rifinanziamento.
Anche grazie ad alcuni commentatori (e non solo, che oggi sostengono il contrario) che si ostinavano a definire la crisi come passeggera, definendola un mero riaggiustamento, "inondare" di credito a buon mercato il sistema bancario sembrava una strategia del tutto appropriata e senza rischi.
Ma ora le cose stanno andando in una maniera che impone cautela; molti crediti sono stati concessi, e la qualità delle garanzie rilasciate in favore delle banche centrali stesse non sembra proprio delle migliori.
E se non si vuole un clamoroso crollo dei bilanci delle banche centrali, con effetti a questo punto inevitabili sui contribuenti (o in termini di maggiore inflazione, o in termini di oneri per la ricapitalizzazione degli istituti di emissione), le autorità monetarie dovrebbero iniziare a pensare con quali modalità e con quale scansione temporale sia possibile "staccare la spina".
Già, perche anche le banche centrali hanno un bilancio; un bilancio il cui conto economico è sì alimentato dai profitti garantiti dal signoraggio, ma potrebbe essere travolto da una marea montante di perdite su crediti verso banche private non assistiti da adeguate garanzie.
"Fed, Bce e Banca d'Inghilterra sono particolarmente esposte", ricordava Rogoff già qualche mese fa, "dopo aver concesso centinaia di miliardi di dollari di crediti a breve termine a banche tradizionali e banche d'investimento. E molte altre banche centrali stanno nervosamente monitorando la situazione, consapevoliche potrebbero ben presto trovarsi nella stessa situazione critica, se l'economia globale continuasse a indebolirsi e le insolvenze a moltiplicarsi".
Se il settore finanziario ha generato a lungo profitti straordinari (in gran parte fittizi, scritti su operazioni non chiuse che si sono rivelate fallimentari, ma che hanno generato bonus da capogiro che non sono certo stati restituiti), perchè - si chiede Rogoff, ma non è il solo - dovrebbero essere i contribuenti a pagare il conto del salvataggio di banche e finanziarie più insolventi che illiquide?
Lo scorso settembre, Willem Buiter, altro economista, ha accusato le autorità monetarie e politiche di essere «prigioniere» dei big della finanza. E' comunque bene evitare che questa accusa divenga una convinzione diffusa.
Ecco dunque l'intervento della Bce che annunciava, con notevole anticipo, una "stretta" sulla valutazione dei titoli rivenienti da operazioni di cartolarizzazione offerti in garanzia.
Di fatto, è una stretta relativa: i titoli potevano ancora essere consegnati (anche se senza mercato), ma da un certo momento in poi avrebbero subìto l'applicazione di uno scarto fino al 16,4% del proprio valore. Inoltre, le misure sarebbero entrate in vigore non immediatamente, ma solo dopo un congruo periodo di preavviso.
Si tratta di un primo segnale, nemmeno durissimo, ma certamente significativo. Anzi, secondo lo stesso Buiter di cui sopra, "è un passo necessario. Per certi versi è troppo poco, troppo tardi. La gamma di obbligazioni accettate dalle autorità monetarie europee resta ampia. Saranno necessari ulteriori paletti".
Architettura, architetti e fondamenta
Continuano i contatti ed i colloqui più o meno riservati relativi alla nuova architettura del sistema finanziario internazionale.
Interessante è l'approccio che prevede la formazione di un consenso su un "legal standard", ovvero su un insieme di regole minime cui ciascun sistema finanziario nazionale deve uniformarsi per avere rapporti con il Resto del Mondo.
Interessante, sì, ma al momento monco. Questo approccio, infatti, può funzionare solo se, e nella misura in cui, ad esso sia affiancata la creazione di una autorità, di un forum, di un organismo (chiamatelo come volete) che presieda alla'applicazione dello standard medesimo.
Un organismo, si badi bene, che abbia poteri decisionali ed arbitrali in qualche modo simili, nella struttura, a quelli del WTO. Un organismo la cui creazione, invece, al momento è ancora considerata un optional.
Si tratterebbe della cosiddetta Organizzazione Mondiale della Finanza, senza la quale sarebbe fin troppo facile adottare l'antica strategia del Sig. Rossi, quello che, sul Corriere dei piccoli, predicava bene ma razzolava assai peggio.
Inutile immaginare ardite architetture se poi non si provvede a gettare le fondamenta....
Tempo di cambiamenti
Anno nuovo, vita nuova........
Ed ecco che il vostro Laureato91 cambia lavoro. Per il momento, come si dice, "ci vado a perdere", ma il lavoro dovrebbe essere interessante e magari avere qualche prospettiva in più.
E' dunque possibile che, per qualche giorno, gli aggiornamenti del blog saranno un po' più radi. Ma niente paura! Il blog continua a vivere.
A prestissimo.
Tempi duri per l'immobile
Come è noto a chi mi segue, sono sempre stato molto critico di fronte alla irrazionalità di chi non solo si dava da fare per alimentare, anche in Italia, una pericolosa bolla immobiliare, ma cercava anche improbabili appigli teorici per minimizzarne la portata e le conseguenze.
Oramai le norizie negative non si contano più. Gabetti properties solution, mi pare, è l'ultima ad unirsi all'elenco delle difficoltà avendo richiesto un "congelamento" della propria situazione debitoria fino al prossimo mese di gennaio, in attesa di una ristrutturazione radicale.
Ma non voglio parlare di questo. Tempo fa avevo accennato che, negli USA, tra gli operatori immobiliari girava una battuta che, più o meno, suonava cosi:
"se vuoi vendere una casa, farai meglio a regalare anche il garage; e sarà bene che, nel garage, ci lasci anche una macchina nuova".
Chissà se è a questa battuta che si è ispirata la Bouygues Immobilier quando ha deciso, pur di disfarsi di un lotto di case, di regalare una macchina agli acquirenti; e non una macchina qualsiasi, ma una Mercedes Classe A.
Del resto, questa iniziativa fa il paio con quella di cui già si era parlato, ma recentemente ripresa dalla stampa, che si sta facendo strada in Spagna: "due case al prezzo di una". Sembra una burla, ma non lo è...
Bilanci di emissione
E così la Federal Reserve ha bruciato i tempi, rendendo già noti i propri conti relativi all'appena trascorso 2008.
Ovviamente, attesa l'espansione del totale di bilancio, al momento si assiste ad una esplosione di utili, che si si ragguagliano a circa 38 miliardi di dollari, un passo dal "record mondiale" di 40,6 miliardi registrato dalla Exxon nel 2007.
Si tratta di una buona notizia soprattutto per il Tesoro statunitense, il cui debito si appresta a violare vette sin qui inesplorate, che beneficierà della maggior parte degli utili dell'istituto di emissione.
Sarebbe peraltro interessante - atteso che oramai nel bilancio della Fed c'è davvero "di tutto di più" - verificare i criteri di valutazione adottati per singole classi di attivo.
Normalmente, il bilancio di una banca centrale è "tranquillo", contenendo operazioni a breve, assistite da garanzie di elevato standing, e con immobilizzazioni limitate all'investimento di una parte delle proprie riserve (valutarie e di bilancio) ed a partecipazioni "istituzionali.
Oggi, non è più così, in particolar modo per la Fed. Il che costituisce un fatto nuovo da monitorare anche sotto l'aspetto macroeconomico, come richiamavo appena pochi giorni fa.
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004