Pensieri economici in libertĂ 

Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni

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giovedì, 29 ottobre 2009

Brunetta e Mazzarino

Non vorrei fare facili battute, ma l'occasione è troppo "gustosa"
Dal "Breviario dei Politici secondo il Cardinale Mazzarino", lettura, tra l'altro, cara al Ministro Tremonti, nella sezione "Conosci ben gli altri", pag. 19 della I edizione Rizzoli-Bur, 1989:
"Guardati da quei di bassa statura: perchè son pertinaci, e boriosi"!

Postato da: laureato91 a 13:32 | link | commenti (1)
economia

martedì, 27 ottobre 2009

Contraddizioni ed omissioni

Ogni tanto, come sapete, faccio un piccolo tuffo nel passato prossimo per recuperare qualche documento interessante.
Stephen Roach, economista americano abbastanza noto ed attualmente presidente di Morgan Stanley Asia, ha rilasciato un'intervista ad "Affari & Finanza" del 2.2.2009.
In questa, riconosce, finalmente senza mezzi termini (anche se un po' fuori tempo massimo) le responsabilità della politica montetaria americana e del  Greenspan-pensiero.
Diviene però molto più reticente sull'effettivo vantaggio di aver "globalizzato" l'attività finanziaria con le modalità degli ultimi anni, glissando sulla circostanza che tale globalizzazione è stata consentita in misura non ridotta proprio da quella politica monetaria e da quell'impostazione ideologica da cui il Roach sembra (ora) volersi distanziare.
La reticenza tocca però il massimo quando gli si pone una domanda molto semplice:
"Se la dimensione non è il problema, può esserlo l'aver messo insieme le attività di banca commerciale e quelle di banca di investimento che, in passato, con qualche saggezza, erano state separate?"
La risposta, disarmante, è stata: "Io lavoro per una grande banca e non commento su questo".
Per carità, tutti abbiamo famiglia. Anche Stephen Roach. Ma una tale risposta la dice lunga sull'indipendenza di giudizio che taluni "grandi" economisti possono incorporare nei loro giudizi e nelle loro previsioni....

Postato da: laureato91 a 09:40 | link | commenti
economia, finanza, societĂ 

mercoledì, 21 ottobre 2009

Questione di preparazione

Come sono solito affermare, è sicuramente vero che, salendo nella scala gerarchica in un contesto pubblico o privato, bisogna abbandonare in qualche misura i dettagli tecnici in favore di una maggiore sensibilità di insieme.
Peraltro, non è che sia obbligatorio che il prescelto non ne sappia assolutamente nulla della materia chiamato a governare. Anzi...
Su "Il Sole 24 Ore" del 6.2.2009, parlando del caso Madoff di Harry Markopolos, "l'esperto di derivati che per nove anni aveva segnalato i suoi sospetti su Madoff alla Sec, senza ottenere risultati concreti", viene riportata una interessante dichiarazione dello stesso Markopolos in sede di audizione della Commissione Capital Markets del congresso:
Trovata finalmente una "sponda" nella Fed, Markopolos sarebbe riuscito ad ottenere un colloquio con il capo della vigilanza di Boston (non un passante, dunque), Grant Ward, addirittura nel maggio del 2000, quasi nove anni prima dello scoppio finale dello schema truffaldino.
Piccolo problema: a detta dello stesso Madoff, Ward si era dimostrato "incapace di comprendere" le evidenze che gli erano state sottoposte perchè "illetterato finanziario".
Ancora, nell'ottobre del 2005 - dunque tre anni abbondanti prima dello scoppio dello scandalo -  Markopolos era riuscito ad ottenere un secondo contatto con la Sec di Boston, il cui capo lo aveva introdotto agli uffici competenti di New York.
Qui l'esperto in derivati era riuscito a parlare con la responsabile della sede, Meaghan Chung, ma "la Cheung", dall'alto della sua "arroganza altmente antiprofessionale
", "non espresse il minimo interesse e non mi contattò più". Che dire? Come volevasi dimostrare.....

Postato da: laureato91 a 19:14 | link | commenti (4)
economia, finanza, societĂ 

lunedì, 19 ottobre 2009

Piccola osservazione

Una piccolissima osservazione, senza tanti fronzoli e senza tante pretese, gettata lì tanto per vedere se qualche lettore ha voglia di commentare.
Si parla sempre più spesso, oramai, della sostituzione del dollaro come base del commercio internazionale con un paniere di valute diverse, in cui il dollaro stesso avrebbe un ruolo maggiormente allineato all'effettivo peso economico degli Stati Uniti.
Si tratta di una suggestione assolutamente ricca di possibili fecondi sviluppi. Peraltro, si sa, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
Nel caso di specie, il dettaglio che andrebbe definito è molto semplice: chi farebbe parte del paniere?
In realtà, trovo abbastanza singolare che nel dibattito sulla questione non si sia ancora manifestato, con l'ampiezza che meriterebbe, un piccolo problema: potrebbero, nel paniere, convivere valute in regime di fluttuazione più o meno "sporca" con valute il cui valore esterno viene assolutamente fissato al di fuori dei meccanismi di mercato?
Questo è un problema assolutamente da risolvere se si immagina che valute come lo yuan/renmimbi entrino davvero in gioco; ma è un problema che, al momento, mi pare ampiamente sottovalutato (come taluni tassi di cambio).

Postato da: laureato91 a 14:49 | link | commenti
economia, finanza

giovedì, 15 ottobre 2009

Colloquio surreale sul digitale terrestre

In tempi di switch over, mi è capitato di dover chiamare il numero verde di Rai Way per segnalare che, nel centro di una grande città, dopo lo switch off Rai 2 non si riceveva più in analogico, ma il MUX A era assolutamente irricevibile causa scarsa qualità del segnale.
Risponde, dopo una attesa non brevissima, una simpatica voce con accento toscano, che cerca prima di "sviarmi" chiedendomi se avevo resettato il decoder, se avevo risintonizzato il tutto, etc.
Avendo una certa "frequentazione" con la materia, rispondo a tutte le domande, e specifico che l'imnpianto è stato da poco rinnovato, e che il problema è relativo solo al MUX A della Rai, mentre i Mux Mediaset e gli altri Mux locali vengono ricevuti con ottima qualità.
Gli specifico, inoltre, che sulla "vecchia" frequenza ante switch over erano evidentemente stati fatti degli esperimenti nei giorni precedenti, visto che la qualità del segnale registrava mutamenti.
Al che, la domanda: "Ma il problema è su un decoder esterno"? Risposta: Il problema è su due televisori - di cui uno di fascia medioalta - con decoder incorporato, e su un decoder esterno".
"Ma quanto lo ha pagato, il decoder esterno?" mi chiede la voce toscana. "Circa trenta euro (è solo per i canali free)", rispondo io.
Risposta: E che pretende di ricevere i canali con un decoder da trenta Euro? Allora non è colpa della Rai!
Beh, qui c'è un problema. A parte, appunto, che tutti gli altri MUX si ricevono senza difficoltà, che tipo di istruzioni sono state impartite ai lavoratori del numero verde?
Quanto dovrebbe costare, secondo loro, un decoder free? Come mai la Rai è l'unica emittente ad avere questi problemi? Come mai si hanno anche su televisori di fascia alta?
Di qui altre risposte allucinanti: gli altri sono tutti a potenze esagerate! "Guardi che ci sono i limiti di legge", gli faccio io. "I limiti non servono a nulla", la saggia risposta.
Be' anche se fosse vero, se in digitale non si riesce a coprire il 100% del centro di una grande città, allora vuol dire che andava individuato, con largo anticipo e non certo ieri, il sito per un nuovo ripetitore.
Poi dicono che la gente non paga il canone.....

Postato da: laureato91 a 10:15 | link | commenti (2)
telecomunicazioni

lunedì, 12 ottobre 2009

O che bel mestiere fare il paroliere

Insomma.... vedere grossi movimenti sulle blue chips innescati da studi così ricchi di banalità e così poveri di nuova informazione fa riflettere.
E mi convince una volta di più della inadeguatezza dei modelli basati su un "homo economicus" che esiste solo sulla carta, e forse nemmeno lì.
Ma che valore puù avere un report che valuta un titolo da 3 a 33 Euro (non è un errore: il range è proprio da tre a trentatrè)?
E soprattutto, come si concilia con il fatto che il report, stilato per la cronaca da Morgan Stanley sulla Fiat (cfr. "Il Sole" del 2.10.09), segue di pochi mesi le previsioni, formulate a fine 2008 dalla stessa casa, di un target di 2,4 Euro?
E con il fatto che sei mesi fa, ad affare Chrisler già incorporato nelle informazioni, la stessa Morgan fissava un target di 4 Euro?
Non sarà solo una "scusa" per indirizzare su un po' di trading (magari da parte di qualcuno che aveva già subdorato il "lancio") una borsa nervosa ma inondata di liquidità che forse non viene usata proprio come sarebbe opportuno?
Mah; intanto, lo Yale alumni magazine di questo mese dedica un interessante articolo su Shiller. Forse sarebbe meglio che un po' di analisti, giusto per completezza di informazione, lo andassero a leggere.

Postato da: laureato91 a 18:40 | link | commenti
economia, finanza, societĂ