Riflessioni aperiodiche di un sedicente addetto ai lavori per non addetti ai lavori: Economia italiana, Finanza, Finanza pubblica, Telecomunicazioni
banche.blogspot.com
Dall'economia alla politica
Fuorimercato
Pensieri in libertĂ di un imprenditore
Trend-online
www.irpef.info
visitato *loading* volte
Finanza islamica
Qui non si vuole offendere nessuno. Anche perchè, a ben guardare, le fobie delle religioni si somigliano molto.
Anche noi cattolici avevamo, come dire, un "bias" negativo nei confronti della cosiddetta usura, che in realtà comprendeva qualsivoglia forma di prestito.
E anche noi ci arrampicavamo sugli specchi, dacchè la società ha sempre avuto bisogno di una (sana) finanza, per giustificare differenti forme di "usura", magari appaltandone ad "infedeli" il relativo esercizio.
Ora tocca all'Islam; del resto, essendo tale religione nata circa sei secoli e mezzo dopo la nostra, si trova in qualche modo a ripercorrere le nostre orme.
Il problema è che i princìpi religiosi - purtroppo, fatemi aggiungere - se eccessivamente aprioristici non sempre si attagliano alla vita su questa Terra. Se poi ci aggiungiamo un pizzico di "avidità" insita in tutti gli esseri umani....
Insomma, quello che voglio dire è che mi fa sorridere la campagna mediatica che da qualche mese inizia ad intravvedersi in favore della finanza islamica.
Ovvio: fondi sovrani con grosse disponibilità e persone fisiche presenti nei nostri Paesi che possono essere adocchiate come clienti sono una spiegazione sufficiente.
Il punto è: quanto tutto ciò è desiderabile? Quanto è efficiente? Quanto può nascondere residui medievali, vedi il caso della monarchia assoluta di Dubai, dove non è possibile distinguere tra impegni dello Stao ed impegni del Sovrano?
Già, perchè alla fine le operazioni di finanza islamica - e qui non si tratta di problemi religiosi, ma strettamente tecnici - si caratterizzano per essere inutilmente complesse.
Mi spiego: i sottoscrittori che vogliono seguire i principi religiosi non devono riscuotere interessi. Peccato che, essendo anche loro esseri umani, vogliano comunque una remunerazione del capitale impiegato.
E allora? E allora ecco un fiorire di formule che aggirano (un po' ipocritamente) l'ostacolo. Così, ogni normale prestito deve di fatto tramutarsi in una cartolarizzazione; ogni concessione di mutuo postula un doppio passaggio di proprietà degli immobili (dal precedente proprietario alla banca, che percepisce le rate di mutuo alla strgua di un affitto, ed alla fine dalla banca al mutuatario); e così via...
Il tutto,per "fingere" che in tutte le operazioni vi sia una forma di compartecipazione al rischio con il sottoscrittore, di modo che i flussi di danaro - di fatto a titolo di interesse - siano "giustificabili" sotto altra forma, dopo che ciasuno schema operativo è stato passato al vaglio di apposite commissioni, come dire, "tecnico-teologiche".
Fin qui, nulla di male. E ci mancherebbe!
Però, non posso fare a meno di chiedermi se, in un momento come questo dove la crescita ingiustificata di sovrastrutture complicanti ha già fatto i propri danni, si aproprio il caso di invocare altre inutili complicazioni.
Un "crack islamico", infatti, comporterebbe la ricostruzione e risistemazione di una serie di operazioni caratterizzate da un grado di complessità in media maggiore, e totalmente inutile dal punto di vista economico-tecnico. E sicuramente comporta costi maggiori, anche nel caso non vi siano incidenti di percorso.
Certo, l'uomo non è solo economia; ma sembra proprio di trovarsi davanti al perpetuarsi del principio della doppia verità...
Oro e platino
Tony Blair, personaggio sicuramente di rilevo degli ultimi anni, ma di certo non solo in senso positivo, dopo aver abbandonato il ruolo di primo ministro si è dato ad una nuova carriera, quella dell'oratore.
Per lo meno, questo è qunato si diceva sulla stampa lo scorso mese di aprile. Per quante cose abbia da dire, però, mi pare davvero un po' eccessivo il "prezzo" applicato dal Nostro: 7.600 Euro al minuto in occasione di un suo discorso a Manila, sempre come riportato dalla stampa.
Stampa che si perita anche di specificare (Sunday Times, nel caso specifico) che in due anni il "conferenziere" avrebbe già guadagnato sedici milioni di Euro.
Come dire, il silenzio sarà pure d'oro, ma le parole evidentemente sono di platino!
Co.co.pro di lusso
Agli inizi di Ottobre si sparse la notizia che la Bank of America era in cerca di un amministratore delegato con contratto a termine per due anni.
Per la cronaca, BofA è l'istituto che assorbì tra le polemiche (e tra forti oscillazione delle valutazioni) Merrill Lynch.
Sarà interessante vedere come si concilia un CEO dichiaratamente a termine con gli obiettivi di una gestione meno orientata sul breve termine e più "rispettosa" degli sviluppi a lungo termine.
E sarà anche interessante vedere quale liquidazione verrà assegnata a questo povero co.co.pro. quando lascerà il suo incarico!
Excusatio non petita....
"Io non ho sbagliato niente". Così il Direttore Generale della Rai si autoassolve di fronte ai catastrofici risultati di bilancio dell'azienda (v. Affari e Finanza del 9.11.09).
Coeteris paribus, ovvero a parità di evasione del canone, i risultati economici della Rai stanno precipitando, e fatalmente il diffondersi e le conferme della nomea di ente sprecone non aiuteranno certo a recuperare incassi sul lato dell'evasione.
Il peggioramento è dovuto iin gran parte alla rinuncia dei 50 milioni di Euro che Sky pagava alla Rai per diffonderne il segnale via satellite.
Con il che, veniva risolto anche il problema dell'oscuramento delle trasmissioni nel momento in cui vi fossero problemi di diritti internazionali.
La situazione attuale vede invece una Rai che, oltre a rinunziare ai 50 milioni, ha finora gestito malissimo il lancio della piattaforma sostitutiva Tivusat: i decoder al momento diffusi sono pochissimi.
Del resto, chi vuole usufruire della nuova piattaforma è costretto ad acquistare ed installare il nuovo decoder, anche se è già abbonato sky o è in possesso di un decoder FTA.
In più, la piattaforma è andata a posizionarsi sul già affollato bouquet Eutelsat, più costoso e con meno spazio disponibile, invece che su Astra, più libero e meno costoso.
Con il risultato che sarà difficile sviluppare le trasmissioni in alta definizione. In più, la Rai si è trovata praticamente costretta a diffondere alcuni canali ex satellitari sul digitale terrestre, pena un ulteriore crollo delle entrate pubblicitarie (visto che Tivusat on decolla, chi pagherebbe per apparire, ad esempio, su Raisat Extra?).
Anche se, mi dicono che la copertura su Roma dei nuovi canali lascia ancora parecchio a desiderare.
Certo, vi sono altri piani di lettura con cui si possono interpretare le mosse di Masi. Ma i risultati economici sono peggiorati (sarebbe meglio dire sprofondat) dopo il suo arrivo, e proprio "grazie" alle sue scelte.
E questo è un anno dispari, ovvero di quelli buoni (gli anni pari sono generalmente appesantiti dai costi degli eventi sportivi)!
Da uno che percepisce uno stipendio principesco ci si aspetta di meglio che un tetragono autoassolvimento, una stanca ripetizione di mantra contro gli evasori ed una serie di atti gestionali criticati anche dai consiglieri di maggioranza...
Al "lupo"
Di questi tempi, molti deridono qualsiasi commentatore che metta in guardia contro un rischio inflazione non immediato, ma nemmeno facente parte di un imprecisato lontano futuro.
Sarà forse un caso, ma chi mi segue sa che dal anni prima dello sgonfiamento della bolla criticavo, a causa delle crescenti dosi di instabilità che immetteva nella finanza (via distorsioni dell'attività doviute ad eccesso di denaro "facile") e direttamente nell'economia (via disallineamento dei valori dei bei patrimoniali - azioni e case in primo luogo - non più correlati all'andamento dei redditi).
Personalmente, ritengo che soprattutto nel triennio 2003-2005 la politica monetaria statunitense sia stata decisamente inappropriata. Ma San Greenspan era mell'empireo dell'immaginario collettivo degli economisti, e guai a criticarlo!
Devo dire che, in un mondo che parla tanto di meritocrazia, non ho visto non tanto grandi punizioni, quanto grandi allontanamenti: i gruppi di riferimento sono sempre gli stessi e spesso lo sono sanche le persone: il che, per inciso, non è una grande garanzia per il futuro.
Ad ogni modo, volevo far mie alcune parole di Martin Wolf, apparse su "Il Sole 24 Ore" nella prima decade di maggio.
In particolare, viene richiamato un passo significativo di un rapporto della britannica Smithers & Co. (Inflation, neither inevitable nor helpful) in cui, al di là delle conclusioni, si afferma senza mezzi termini che "consentendo le bolle speculative le Banche centrali hanno perso il controllo delle loro economie, facendo aumentare sia il rischio di inflazione che quello di deflazione".
Certo, negli ultimi anni sono intervenuti tanti altri fattori a modificare il "potere" delle banche centali e l'effettività della relativa azione. Ma è come dire che se sono in discesa ed ho i freni rotti, tentare di frenare comunque o mettere l'acceleratore a tavoletta sono due strategie equivalenti negli effetti.
Di qui, una semplice considerazione di Wolf: "Quando i prezzi nominali delle attività e i titoli di credito ad esse associati perdono il contatto con i redditi nominali ed i prezzi di beni e servizi, è probabile che succeda una di queste due cose:
o i prezzi [di attività e di titoli di credito] crollano, col rischio di fallimenti di massa, depressione e deflazione;
oppure i prezzi dei beni e servizi salgono fino ad un livello coerente con i prezzi delle attività, ed in questo caso c'è inflazione."
Ecco, semplificando tantissimo, i termini della questione; con una postilla ulteriore: quando i governi diventano grandi debitori, la "tentazione" di inserire moderate (nelle intenzioni) dosi di inflazione per erodere il valore reale del debito e migliorarne il rapporto con il Pil non può che affacciarsi.
Sempre Wolf chiude il suo intervendo affermando che "l'approccio della Fed improntato alla gestione del rischio, che ha finito col dare una risposta eccessivamente asimmetrica .... verosimilmente finirà in disgrazia".
Può essere, e staremo a vedere. Sulla asimmetricità delle risposte della Fed persino io stesso ho "postato" interventi specifici.
Certo è che una delle motivazioni nel mancato intervento per placare la pur conclamata ""esuberanza irrazionale" era che, per dirla con le parole di Frederic Mishkin, pure citato da Wolf, "è estremamente presuntuoso pensare che i funzionari pubblici, anche se sono banchieri centrali, ne sappiano di più dei mercati privati su quali dovrebbero essere i prezzi delle attività".
Peccato che si tratti di quegli stessi mercati che valutavano una azione Tiscali 1.000 Euro (100 Euro prima del raggruppamento uno a 10), che davano credito a Frredomland, che hanno consentito una lievitazione enorme del prezzo medio delle case rispetto ai redditi medi, che hanno confezionato e malvalutato ammontari colossali di titoli strutturati, che hanno mal valutato se stessi e via dicendo....
Con questo non bisogna certo concludere che i mercati siano il male assoluto e la mano pubblica sia il bene assoluto; però, qualche scusa pubblica da parte di chi abbracciava le posizioni di Mishkin sarebbe oltremodo appropriata, tanto per ricordare che i deliri di onnipotenza possono manifestarsi ovunque, specie se aiutati da qualche evidente dose di malafede interessata.
Brevi di buon senso
L'autore dell'affermazione che segue è un senatore americano, per giunta di parte repubblicana (quanto basta per metterlo al riparo da frettolosi giudizi di statalismo), Lindsey Graham.
Il politico, nel dichiarare la propria non contrarietà ad eventuali nazionalizzazioni, anche parziali, di istituti bancari, ha precisato:
"non ha importanza come la si chiama, ma non possiamo continuare a mettere denaro pubblico in banche moribonde, senza neanche poterle controllare" (cfr. il "Sole" del 20.2.09).
Una affermazione semplice e quasi "rozza", ma non rigettabile immediatamente come manifestamente infondata.
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004